4 novembre, il sindaco Gnesi: “Il cammino della democrazia è avvenuto grazie anche al sangue versato dai giovani di Pastena”

4 novembre, il sindaco Gnesi: “Il cammino della democrazia è avvenuto grazie anche al sangue versato dai giovani di Pastena”

In occasione della Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate il sindaco di Pastena Arturo Gnesi ha detto: “Se dopo il 4 novembre 1918 è cambiata la storia dell’Italia il merito è anche di giovani soldati di Pastena che hanno difeso i confini e respinto gli attacchi dell’esercito austro-ungarico.
Se dopo la disfatta di Caporetto e la strenua resistenza sugli argini del Piave il popolo italiano ha potuto alzare il tricolore in segno di vittoria questo è merito anche dei giovani di Pastena.
Non tutti tornarono ad abbracciare i loro familiari e non a tutti fu permesso di fare la strada del ritorno per poter raccontare le cicatrici della guerra e la paura della morte.
Abbiamo letto la lista dei caduti e dei dispersi, nomi noti, cognomi familiari e non è stato difficile rispondere “presente” a questo lungo appello.
La storia della nostra nazione, la conquista della libertà, il cammino della democrazia è avvenuto grazie anche al sangue versato dai giovani di Pastena.
La loro vicenda benché distante un secolo dai nostri giorni non deve farci sottovalutare il dramma umano e familiare.
L’obbedienza al comando, l’obbligo a non disertare un dovere civico e a non fuggire dinanzi a un imperativo etico fece di questi giovani contadini degli eroi inattesi ed inaspettati.
Giovani dalla schiena dritta e dalle mani già abituate ad addomesticare una terra arida e avara, giovani con poca dimestichezza con l’alfabeto e i libri di scuola ma che con il loro coraggio e comportamento hanno lasciato una traccia profonda nella storia del nostro paese.
La guerra e la pace un eterno ed irrisolto dilemma dagli albori della civiltà umana fino ai giorni nostri.
La guerra e la pace che si intersecano e si rincorrono nei secoli e che hanno condotto i giovani di Pastena nelle gelide steppe della Russia, nei mari balcanici, nel deserto del Nor- Africa e nelle malsane trincee prealpine.
Sempre la morte in agguato per una pallottola assassina, per una mina nascosta o per un bombardamento notturno.
Storie nascoste nella memoria della nostra gente, storie che fanno parte della nostra vita, storie da tenere a mente perché la pace, la giustizia e la democrazia possano essere i valori del futuro”.