Addio a Simone Veil, protagonista della nascita del sogno europeo

“Non importa la lunghezza della vita vissuta quanto il significato che ad essa si è voluto dare”.

Con queste parole nel 2008 l’allora Prefetto di Frosinone Piero Cesari, rivolgendosi a Simone Veil e parafrasando un famoso passo di Seneca tratto dalle sue Lettere a Lucilio, concluse la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Arpino alla “Donna coraggiosa”, la prima a ricoprire la carica di Presidente del Parlamento europeo.

Una vita, quella della politica francese recentemente scomparsa, vissuta all’insegna della strenua difesa dei diritti umani e della lotta per la pace tra i popoli.

Anche nella sua storia privata e nel suo impegno pubblico sembrano affondare le radici storiche dell’avventura europea, quel sogno di solidarietà e unità che ha portato la Città di Arpino ad istituire nel 1980 il Certamen Ciceronianum Arpinas e 28 anni dopo a conferire la cittadinanza onoraria a Simone Veil, anch’essa custode di quei valori di fratellanza e libertà scaturiti dal comune sogno europeo.

Nella sua lunghissima vita, tanti i riconoscimenti e i traguardi raggiunti, tantissime le battaglie intraprese. Quella più significativa fu senz’altro l’impegno per la riconciliazione tra Francia e Germania dopo la fine della seconda guerra mondiale, conflitto che la vide internata insieme alla sua famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz.

In seguito, da magistrato, fu in prima linea contro la dura condizione delle carceri francesi e, da ministro della Sanità nel governo Chirac, massimo fu il suo impegno sociale a difesa delle categorie più svantaggiate, primi fra tutti orfani e ragazze madre.

Nell’ottobre 2008 ad Arpino, in una gremita sala di rappresentanza del Palazzo Boncompagni, a Simone Veil fu consegnata una medaglia ricordo su cui erano incisi lo stemma della Città di Arpino e la dicitura “Simon Veil Arpinas”, a rimarcare quanto la politica francese avesse vissuto tutta la storia europea fin da giovane. Una cerimonia toccante a cui parteciparono il Sindaco Fabio Forte e la sua Amministrazione, il Prefetto Piero Cesari, il Consigliere Regionale Wanda Ciaraldi, l’Assessore Provinciale Roberto Di Ruscio, l’Assessore Provinciale Danilo Campanari, il prof. Enrico Ferri, il Presidente della Fondazione Mastroianni on. Massimo Struffi, il Presidente della XV Comunità Montana Dino Giovannone e gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Tulliano” di Arpino accompagnati dal Preside Michele Bove.

A conclusione della cerimonia Simone Veil, dopo aver preso la parola con un breve ma accorato appello all’unità europea, concluse il suo discorso dicendo: “Il più grande combattimento è quello per l’Europa. Abbiamo una forte responsabilità perché stiamo vivendo un momento particolare e dobbiamo stare uniti. I 27 capi di stato devono andare avanti”.

“Con queste Sue parole di speranza e di stimolo – dichiara il Sindaco della Città di Arpino avv. Renato Rea – dobbiamo ricordare Simone Veil, uno dei personaggi più stimati della scena politica internazionale degli ultimi anni. A nome di tutta la Città esprimo il cordoglio per la scomparsa della Cittadina onoraria di Arpino, la Sua vita sia per tutti noi il modello a cui ispirare la nostra missione pubblica, la difesa del bene e della giustizia tra gli uomini, a Lei tanto cara, sia l’obiettivo da perseguire nella nostra azione amministrativa”.