Al via a Pesche il progetto Sprar per Richiedenti asilo e rifugiati

In questi giorni a Pesche ha preso il via lo SPRAR, ossia il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

Si tratta di un progetto innovativo per la gestione dei migranti che, finora, è stata operata prevalentemente da privati attraverso l’esercizio dei CAT, Centri di Accoglienza Temporanea.

I CAT ospitano gli stranieri in un contesto di emergenza, spesso in numero di molto superiore rispetto alle proprie capacità di ricezione, avendo come obiettivo la soddisfazione delle loro necessità primarie e vitali ma contribuendo in maniera ridotta alla pianificazione per una adeguata integrazione sociale.

Differentemente lo SPRAR, che pone tra l’altro precise norme di salvaguardia, è teso a favorire l’inserimento degli immigrati nella comunità locale.

Il Comune di Pesche, avviando lo SPRAR, ha accolto la richiesta fatta dallo Stato tramite le prefetture e, pur ottemperando al suo dovere di accoglienza di rifugiati politici e richiedenti asilo, esercita e garantisce la regolamentazione del flusso dei migranti sul proprio territorio attraverso il controllo diretto.

E’ probabile che il Progetto SPRAR susciti delle perplessità e dei timori nella cittadinanza, come sempre avviene quando ci si trova di fronte a delle novità ma il principio di evoluzione, senza il quale saremmo rimasti all’età della pietra, si basa sulla capacità di aprirsi alle innovazioni cogliendone e accogliendone gli aspetti positivi e imparando, contemporaneamente, a risolvere gli eventuali problemi derivanti.

Il compito dell’Amministrazione Comunale è proprio quello di fare da “ponte” tra i rifugiati e la cittadinanza evitando che preoccupazioni e titubanze, comprensibili nei giusti limiti, possano trasformarsi in pregiudizio.

In tal senso la Prefettura di Isernia ha manifestato la propria vicinanza e Sua Eccellenza il Prefetto, dott. Fernando Guida, al quale va il ringraziamento dell’Ente, è intervenuto durante un’adunanza cittadina per significare ai pescolani il senso dello SPRAR e fugare ogni dubbio in merito.

Il Comune di Pesche auspica che tale senso venga colto da tutti fino in fondo e che lo SPRAR si prospetti e venga percepito come occasione di arricchimento e di scambio socio-culturale, dal momento che non costituisce minaccia alcuna al consueto svolgersi della vita della comunità.

Va da sé che le famiglie accolte devono fare la loro parte uniformandosi agli usi ed ai costumi del paese che le ospita, rispettandone credenze e tradizioni e, pur conservando le proprie radici, integrandosi al meglio nella trama sociale di Pesche.

A tale scopo mira il lavoro fondamentale della cooperativa “Alderan”, specializzata proprio nel campo dell’accoglienza, che è stata per questo preposta alla gestione dello SPRAR e che esercita il delicato compito di coadiuvare l’operato dell’Amministrazione Comunale.

Altro aspetto non sottovalutabile della questione è la creazione, in seno alla suddetta cooperativa, di alcuni posti di lavoro per i quali ci si è avvalsi di altrettanti giovani pescolani.

Lo SPRAR di Pesche comincia con un lieto evento: la nascita di una bimba immediatamente dopo l’insediamento della prima famiglia di rifugiati.

Che questa nuova vita possa essere di buon auspicio per tutti e si riveli segno tangibile di unione tra la cittadinanza locale ed i migranti, poiché è innegabile che il sorriso innocente di un bambino sia capace di dire più di quanto non dicano mille parole.