Appiccarono il fuoco ad un centro per richiedenti asilo, arrestati

Ieri mattina a Vairano Patenora nella frazione di Marzanello i carabinieri di Vairano Scalo hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 46enne di Cassino ed un 48enne del Marocco

I due sono ritenuti gravemente indiziati del delitto di concorso in tentato incendio, con l’aggravante di avere commesso il fatto per motivi di odio razziale.

Il provvedimento restrittivo costituisce il parziale epilogo di un’indagine – diretta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere – iniziata nel gennaio 2017, condotta mediante complessi accertamenti di p.g., che ha consentito di acquisire gravi indizi a carico dei due indagati in ordine al tentativo di incendio del C.T.A. denominato Europa di Vairano Patenora, domicilio di cittadini extracomunitari richiedenti asilo.

La sera del 9 gennaio 2017, le persone arrestate, utilizzando una bottiglia in plastica contenente benzina, poi rinvenuta sul luogo, riuscivano ad appiccare il fuoco alla rete di recinzione che proteggeva le grate esterne del centro e agli abiti erano appoggiati, con il chiaro intento di provocare un esteso incendio ed una conseguente esplosione, causa la presenza nelle vicinanze di un contatore del gas metano, con potenziali conseguenze lesive per le persone alloggiate ed anche per vicini e passanti.

Solo il tempestivo intervento degli ospiti della struttura presenti nell’immobile consentiva di impedire i propagarsi delle fiamme.

Le indagini esperite si articolavano nell’acquisizione delle registrazioni di alcune telecamere di video sorveglianza presenti nelle vicinanze, così consentendo di ricostruire la dinamica dei fatti: emergeva che i due indagati, a bordo di un’autovettura, dopo aver prelevato benzina da una stazione di rifornimento, si recavano presso il C.T.A. dove tentavano di appiccare l’incendio, allontanandosi poi con il medesimo veicolo verso i loro rispettivi domicili.

Sulla base delle indagini esperite veniva utilmente contestata l’aggravante di aver agito per finalità di discriminazione ed odio razziale, atteso che – in assenza di qualsiasi movente alternativo – si desumeva fondatamente che l’azione fosse evidentemente motivata da un evidente sentimento di rancore nutrito indistintamente verso i cittadini extracomunitari, in genere, indistintamente accomunati – in modo indifferenziato e spersonalizzante – in ragione del colore della pelle e della collocazione presso il CTA.

L’episodio del 9 gennaio 2017, risultava essere la reiterazione, in forma potenzialmente più grave, di una precedente aggressione, consumata il 16 novembre 2016, allorquando quattro giovani – tutti nell’occasione tratti in arresto in flagranza di reato – armati di tronchese e di pistola erano entrati all’interno del medesimo C.T.A. ed avevano picchiato alcuni extracomunitari, distruggendo l’abitazione ed esplodendo colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo.

Giova sottolineare – per escludere ogni possibile movente ritorsivo individuale – che tra i cittadini stranieri allocati presso il C.T.A. il 9 gennaio 2017 non vi erano più i quattro ragazzi oggetto di precedente aggressione, i quali, per motivi di ordine e sicurezza pubblica, erano stati trasferiti immediatamente in un’altro centro, su disposizione della Prefettura di Caserta.