“Appunti di viaggio”, la mostra d’arte di Massimo Terzini dal 14 dicembre nel Chiostro di Sant’Agostino

Il viaggiatore si svuota di tutto ciò che è bordo e appartenenza comparandosi a ogni cosa. Le scarpe del viaggiatore vanno senza rumore, in segno d’intimità e rispetto. Logica e fine. Sovrapposizioni e distanze. Materia e apparenze. Essere presenza tra le cose e spogliarle di risonanza, peso e vanità nel loro essere state e nel loro divenire. “Appunti di viaggio”, la personale di Massimo Terzini, visitabile dal 14 al 22 dicembre nel chiostro di Sant’Agostino, è un esperimento, un volo senza ali. Un viaggio su Veroli che lascia la via principale, e va per sentieri. Senza approdi nè corde di funambolo. E’ quello che resta di Veroli nelle pagine di un viaggiatore a piedi scalzi che raccoglie nella misteriosa pienezza del suo valore la vocazione delle strade a una disarmonia che rassicura. L’esposizione raccoglie dodici opere realizzate con tecnica mista: inchiostro, matita, pastelli acquerellabili su cartoncini colorati. Le opere tutte dello stesso formato, cm 50×50, hanno come unico soggetto Veroli. Di Veroli, Terzini ne racconta la fibra nuda, quella che resta oltre la povertà delle linee che si disfano e si intersecano; un tipo d’identità che si scioglie nel racconto delle proprie sensazioni. Realismo e tradimento che non tengono conto delle distanze, delle bussole, delle appartenenze.

Veroli in porzioni di materia, forme, figure, spazi e situazioni completamente instabili, moventi, eppure definite e compiute. Una Veroli catturata al punto in cui l’orologio fermo segna l’ora esatta. Quasi un’assenza della ragione, dell’orientamento, che lascia spazio a quello che rimane dopo un’occhiata veloce che si dà a uno sconosciuto. Assecondare le curve, ridurre gli spazi, plasmare le altezze, raccogliere le cose offerte dal cammino scoprendo tra loro misteriose concordanze, frantumare e ricostruire su tela con un’eleganza fiera e paziente. Cesellare immagini e colori e comporre la propria sinfonia sullo spartito di una Veroli improbabile e aperta ad un bello arcaico mai perduto. Dodici straordinarie opere come dodici sono i mesi dell’anno che la cambiano nel volto e nello spirito. Massimo Terzini ha catturato quelle cromature dense come la polpa di un frutto maturo e con la sua genialità d’artista libero le ha rilegate come si fa con la storia e la memoria. Queste immagini “ricomposte” diventeranno ognuna un mese del nuovo Calendario 2020. Veroli vista da Massimo Terzini, attraverso una strabiliante abilità tecnica e pittorica che si concretizza in senso prospettico e architettonico nell’apparente unione del reale e del meraviglioso. Dal 14 dicembre nel Chiostro agostiniano. Ai primi trenta visitatori verrà regalato un segnalibro/ricordo della mostra. Il calendario, realizzato in soli cinquanta esemplari, sarà disponibile presso gli uffici della Pro Loco di Veroli. Un taccuino verolano lontano dall’abuso dell’immagine, solo appunti raccolti per strada in misteriose concordanze. Viaggio plurale, biglietto senza ritorno.

Monia Lauroni