Aquinum, un patrimonio archeologico che si apre al mondo

Aquinum è molto più di un sito archeologico, sospeso in un tempo remoto, tra Roma e Capua.

Aquinum è un luogo dove la ricerca prende forma, scavo dopo scavo.

C’è una forte similitudine tra il recupero degli antichi mosaici e la storia dell’attività di indagine scientifica che da nove anni trasforma l’area in località San Pietro Vetere nel territorio di Castrocielo.

Il 2009 è stato l’anno dell’inizio dell’attività di ricerca sul campo.

Gradualmente, scavo dopo scavo, le antiche terme romane hanno cominciato ad affiorare in superficie svelando una città antica, florida, immensa.

Lo stupore iniziale ha lasciato il posto alla capacità di valorizzare un’area dall’altissimo potenziale e tutto il territorio ha riscoperto se stesso attraverso l’archeologia.

Tesori antichissimi, lontani nel tempo, che sono diventati motivo di rivalutazione di sé.

Il professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento cura dal 2009 le campagne di scavo con la sua equipe di archeologi che ogni anno svela nuove idee e un entusiasmo incrollabile.

Quell’entusiasmo che racconta la passione per un lavoro unico e per un sito che ha ancora tanto da raccontare.

Ieri sera si è concluso l’open day durato tre giorni e il numero di visitatori è stato come sempre impressionante, al di là di ogni rosea aspettativa.

La fine di un percorso che, al chiaro di luna, ha avuto la stessa forza di un inizio.

Perché di un nuovo inizio si tratta. Le nuove scoperte, l’ampliamento dell’area di scavo e la grande attenzione che Aquinum riesce a richiamare saranno le premesse di un lavoro altro che punta alla valorizzazione del sito stesso.

Ieri sera, poco prima del concerto degli Mbl, i Musicisti del Basso Lazio, che hanno omaggiato Aquinum con un concerto memorabile, il sindaco di Castrocielo Filippo Materiale ha annunciato la concreta possibilità di rendere l’area archeologica fruibile al pubblico tutto l’anno a cominciare dal prossimo 30 settembre.

Una serata magica, sulle note di musiche popolari firmate da Benedetto Vecchio e con tanti ospiti di rilievo come Erasmo Petringa, Americo Marinelli e Marco Iamele con la voce narrante di Maria Scerrato, che ha rappresentato una promessa come ha spiegato il professor Giuseppe Ceraudo nella video intervista.