Arpino – Palazzo Sangermano sarà riconsegnato alla città

Palazzo San Germano ad Arpino
Palazzo San Germano ad Arpino

Palazzo Sangermano riconsegnato alla città di Arpino dopo 20 anni.

Se ne è discusso nell’ultimo consiglio comunale, dove la prestigiosa ed imponente struttura è entrata di diritto tra i beni a disposizione della collettività.

Il palazzo Sangermano o dei Barnabiti dalle precedenti amministrazioni aveva ottenuto dei finanziamenti per la sua articolata e complessa ristrutturazione.

Il portone, però, era rimasto chiuso, lavori non ultimati e data di apertura lontana.

L’amministrazione Rea, con le esigue risorse ha, invece, trovato la soluzione al problema, se ne sono occupati gli operai del Comune che hanno ultimato un’ala del Palazzo.

Ora le straordinarie sale saranno messe a disposizione di enti, società, istituzioni, privati cittadini, per essere destinati ad ospitare riunioni, assemblee, mostre, incontri pubblici, convegni e conferenze: “Il Consiglio Comunale – sottolinea il sindaco Renato Rea – ha approvato le modifiche al “Regolamento per la concessione in uso di sale comunali” al fine di rispondere alle esigenze della collettività tutelando contemporaneamente gli interessi ed il patrimonio del Comune di Arpino. La riapertura di un’ala del palazzo dei Barnabiti è una scommessa vinta. Lo abbiamo trovato in uno stato totale di abbandono, saccheggiato di ogni bene, ma non ci siamo scoraggiati. Oggi riconsegniamo alla città un autentico monumento per interesse storico-culturale”.

Nel corso dei lavori del Consiglio Comunale scorso sono state chiarite anche le modalità di assegnazione delle sale richieste: “In presenza di più richieste tese ad ottenere la concessione di una sala comunale per la stessa data o stesso periodo – dichiara l’Assessore Valentina Polsinelli che si è occupata della revisione del Regolamento di concessione in uso delle sale comunali – l’Amministrazione Comunale avrà la facoltà di assegnare la stessa secondo il criterio della rotazione tra i vari richiedenti al fine di assicurare la pluralità degli interessi della collettività.”