Attività estrattive, la proposta di legge regionale ancora al palo. L’attacco di Abbruzzese e Righini

“Oggi nella VIII Commissione Agricoltura, Artigianato, Commercio, Formazione professionale, Innovazione, Lavoro, Piccola e Media Impresa, Ricerca e Sviluppo Economico”, che doveva continuare l’esame della importante proposta di legge regionale n. 320/2016, concernente modifiche alla legge regionale 17/2004 (“Disciplina organica in materia di cave e torbiere e modifiche alla legge regionale n. 14/1999″), la maggioranza di centro sinistra che governa la Regione ha dimostrato tutta la propria fragilità e la evidente spaccatura nelle decisioni da assumere in ordine alla Legge.
Nonostante la continua disponibilità a discutere il testo, mostrata da tempo, da parte dei Consiglieri di minoranza di centro destra.
Infatti, dopo che la scorsa settimana erano cominciate ad affiorare le divisioni, oggi nella prosecuzione della seduta precedente, i lavori sono iniziati solo per consentire al Presidente della Commissione Fichera, di prendere atto della oggettiva impossibilità di andare vanti nella discussione, per colpa esclusiva della maggioranza, e quindi rinviare la proposta di legge direttamente nell’aula del Consiglio.
Questa decisione costituisce una esplicita dimostrazione di debolezza da parte della maggioranza, che evidentemente già in preda all’ansia da campagna elettorale, privilegia le divisione interne, palesando censurabile menefreghismo nei confronti di una proposta di legge, particolarmente attesa dalle tante imprese del settore estrattivo presenti sul territorio laziale.

Quello del settore estrattivo è un asset importante per l’economia della Regione, stiamo parlando infatti di ben 231 imprese e oltre 4000 dipendenti che rappresentano un riferimento importante in termini di PIL.

Per questo la maggioranza oggi ha dimostrato tutta la propria irresponsabilità, nei confronti delle imprese e dei cittadini”.

E’ quanto dichiarano in una nota Mario Abbruzzese e Giancarlo Righini.