Sami Modiano a Cassino racconta agli studenti l’orrore vissuto nei lager nazisti

Sopravvivere alla più agghiacciante aberrazione dell’umanità, significa portarsi dentro una ferita che non si rimargina mai, significa trascinarsi un bagaglio di fantasmi e di incubi e dover rispondere all’eterna domanda perché io? 

Incontrare Sami Modiano significa abbracciare la sua esistenza, significa dare un nome ai suoi fantasmi, significa inoltrarsi in un cammino oscuro nella disumanità.

Samuel Modiano, detto Sami, è nato nel 1930 nell’isola di Rodi dove per 500 anni hanno convissuto pacificamente cattolici, ebrei, ortodossi, islamici. Tutto questo si è interrotto nel 1938 quando sono state applicate anche nelle isole del Dodecaneso, possedimento italiano dal 1912, le leggi razziali.

A  otto anni, Sami Modiano viene espulso da scuola, è l’inizio di un viaggio nell’orrore che culmina con l’arrivo al campo di sterminio di Birkenau il 16 agosto 1944.

Il racconto di Sami Modiano è lucido, lineare, coinvolgente, la sua voce calma ha la capacità di avvolgere i ragazzi. E’ a loro che si rivolge, è a loro che chiede di diventare testimoni di una pagina terribile della storia umana affinché quel ‘mai più’ risuonato alla fine della seconda guerra mondiale tragga nuova linfa e diventi un esercizio di memoria anche per le nuove generazioni.

Nell’aula magna dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale, Sami Modiano, accompagnato dalla dolcezza di sua moglie Selma, ha portato la sua storia personale che si intreccia con la storia collettiva. Un racconto struggente che ha coinvolto direttamente gli studenti delle ultime classi degli istituti superiori di Cassino.

Una giornata per non dimenticare. E anche l’occasione per non dare come scontati diritti e valori umani come ha sottolineato il dirigente scolastico dell’Itcg “Medaglia d’Oro – città di Cassino”, Marcello Bianchi, all’inizio dell’incontro. Il progetto curato proprio dall’istituto “Medaglia d’Oro” è stato coordinato dalle professoresse Maria Luisa Calabrese e Sabrina De Rosa con il coinvolgimento di tutto il corpo docente. Un incontro emozionante che ha visto la partecipazione commossa del rettore Giovanni Betta e di parte dell’amministrazione comunale di Cassino, presente con gli assessori Nora Noury, Dana Tauwinkelova e Ulderico Schimperna. Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro ha fatto dono a Sami Modiano di una preziosa medaglia commemorativa della città di Cassino, mentre gli studenti hanno donato un’opera realizzata dalla studentessa Jessica Carcione. Una giornata importante e significativa come ha sottolineato anche la rappresentante dell’associazione donne ebree italiane Sara Procaccia che ha portato un saluto. Una giornata che resterà impressa nel cuore dei ragazzi a cui Sami ha affidato il suo messaggio “La mia testimonianza serve a questo. A coltivare la memoria e a ricordare chi non è più con noi: tutte quelle persone che sono finite nelle camere a gas o che non hanno resistito al gelo delle notti di Auschwitz. Io oggi parlo per loro”.

Paola Caramadre

foto Antonio Nardelli