Veroli, applausi per il concerto di banda e coro insieme

A quanto è dato sapere, non è facile ripercorrere il cammino e le origini della Banda musicale di Veroli. Menzioni della stessa si trovano già nel 1500, negli archivi delle feste patronali. Con il passare del tempo questa realtà è andata via via scomparendo, fino a quando, appena un anno fa, nella mente del verolano Bruno Fiorini, Presidente della neo banda, nasce l’esigenza di ricreare una realtà, tutta verolana, culturale musicale. Inizia la sfida, ma la ricetta non era semplice. Per prima cosa si aveva bisogno di un direttore. Uno forte, coinvolgente, capace di creare un giusto equilibrio tra passato e attualità. La scelta ricade sul Maestro Fabio Cipriani. Scelta vincente. Quello a cui hanno assistito i verolani presenti al concerto di sabato 24 novembre, nella Basilica di Santa Maria Salome è stata la prova tangibile che i miracoli terreni esistono. Tecnica, coinvolgimento, affiatamento, un programma musicale vasto e curato: la Banda di Veroli ha riscosso in pochi minuti l’approvazione incondizionata e la più larga simpatia fra il pubblico. A fare da apripista alle tante emozioni che si sono susseguite nel corso del concerto, una trascinante “Piergiorgio”, di Gesualdo Coggi. Immersi in una delle testimonianze più importanti del barocco italiano, ha suscitato non poche emozioni la perfetta esecuzione di melodie barocche da parte del vice Maestro e primo flauto Egidia Casciano, sempre accompagnata dal corpo bandistico. Un salto negli orrori del passato con le parole struggenti di Guccini recitate da una bravissima Carla Arci sulle note di “Auschwitz”. Così il vangelo dei vecchi ottoni si è arricchito di nuove pagine con l’entrata in scena del Coro “Gaudete in Domino” diretto dal Maestro Luigi Mastracci, che ormai non ha più bisogno di presentazioni. Esecuzioni sentite e di tutto rispetto in un clima di perfetta unione e condivisione. Coloriture espressive che si intrecciavano con il passaggio di bacchetta tra i tre Maestri. A sorpresa l’inserimento dei nuovi piccoli elementi della banda. Musicisti in erba che hanno acceso ancora di più gli animi con la loro prima esecuzione in pubblico, cimentandosi brillantemente con l’ “Inno alla Gioia”, melodia composta da Beethoven. Gran finale al ritmo di Piazzolla e di un accoratissimo e applauditissimo Inno di Mameli. La serata, presentata da Lidia Frangione, neofita del Coro “Gaudete in Domino”, ha suggellato la bravura della banda musicale e la bellezza della fusione di due meravigliose realtà musicali verolane, per le quali si auspica in futuro una crescente collaborazione per dar vita a qualcosa di unico, di straordinario e soprattutto di orgogliosamente verolano. Piccoli miracoli quotidiani che solo la musica è in grado di percorrere. Bravissimi tutti.

Monia Lauroni