Cacciapuoti: “L’anno appena trascorso è stato un disastro, il 2018 sia l’anno della svolta”

Il giovane esponente cassinate di Forza Italia, Daniele Cacciapuoti, delegato alle politiche sociali e comunicazione, analizza l’anno appena trascorso, dichiarando:” Il 2017, è stato un anno difficile, pieno di complicanze, soprattutto dati i numerosi licenziamenti effettuati negli ultimi mesi in provincia di Frosinone, ad opera di FCA e Ideal Standard. Tali episodi non fanno altro che danneggiare ancor di più una provincia già surclassata dalla crisi economica e che ha portato inoltre al collasso le piccole e medie imprese, le quali un tempo rappresentavano il motore dell’economia locale. Tali disastri hanno ridotto e tagliato le entrate per le famiglie del basso Lazio a discapito del commercio, che ne ha risentito molto in questi giorni di festività. Ritengo – ha affermato Cacciapuoti – che l’unica soluzione, che possa far uscire da questo tunnel la nostra provincia, sia quella di prevedere investimenti in termini di infrastrutture materiali ed immateriali che consentano alle imprese già attive e a quelle future di essere più competitive, in modo tale da poter uscire da una dimensione puramente provinciale ed aprirsi al mercato non soltanto nazionale, ma internazionale. Allo stesso tempo, è necessario (per consentire una ripresa del tessuto produttivo) abbassare la pressione fiscale che asfissia le imprese, in modo particolare le imprese artigiane, e combattere, contemporaneamente, il fenomeno della delocalizzazione. La posizione strategica della nostra provincia è difatti un crocevia tra la Capitale e Napoli, e costituisce un ottimo punto di forza per le imprese, lo stesso dicasi per il patrimonio storico-artistico nostrano. È fondamentale intercettare il flusso turistico che quotidianamente attraversa il territorio diretto verso le vicine città metropolitane, attraverso un’opera di promozione del nostro patrimonio. Il nuovo anno deve essere quindi momento di conferma di Fca sul territorio come annunciato a fine 2016 dall’Ad Sergio Marchionne nello stabilimento “Cassino Plant” di Piedimonte San Germano. Nessun ripensamento, nessun ipotetico disimpegno da parte di vertici aziendali potrà essere ammesso. C’è bisogno di chiarezza e c’è bisogno di capire se realmente l’indotto potrà confermare le assunzioni annunciate a dicembre 2016 ed eventualmente quante di queste possano concretizzarsi. Il precariato – tuona Cacciapuoti – non può rappresentare il futuro delle famiglie. Mi appello anche alle istituzioni territoriali e alla nostra provincia affinché ci sia un atteggiamento più attento per quanto riguarda le garanzie che Fca ha dato e darà per quanto concerne gli investimenti su Cassino. Lo stesso ragionamento deve essere effettuato anche per quanto riguarda il caso Ideal Standard. Una maggiore sinergia tra le istituzioni potrebbe far sì che l’azienda possa rivedere le proprie posizioni, anche alla luce dei finanziamenti pubblici ottenuti negli anni di attività. La perdita di occupazione per i circa 300 dipendenti, a cui si aggiungono i lavoratori dell’ intero indotto, è un ulteriore colpo all’economia del territorio. Ciò che mi preme evidenziare è la situazione di totale instabilità ed incertezza circa il futuro a cui sono esposti i cinquantenni, impiegati da decenni nell’azienda, in quanto vivono una forte contraddizione: troppo giovani per il pensionamento, troppo anziani per una nuova assunzione. È su questa categoria, accanto, ovviamente, ai giovani, che bisogna focalizzare l’attenzione, poiché perdere l’occupazione in una fascia di età avanzata significa operare un corto circuito, spegnere letteralmente ogni speranza in centinaia di famiglie che hanno acceso mutui, fatto progetti concreti, facendo leva sull’occupazione presso l’azienda come unica fonte di reddito”.