Carcasse in un pozzo e troppi sospetti, il coordinamento ambiente fa tappa al Nocione

“Un tour amaro” così è stato definito il programma portato avanti dal coordinamento ambiente al quale hanno aderito su iniziativa di Quis contra nos moltissime associazioni e singoli cittadini che si battono da anni per la tutela dell’ambiente.

Oggi il tour ha fatto tappa al sito del Nocione, uno dei luoghi di Cassino al centro di indagini. Esponenti di associazioni comitati, movimenti, singoli cittadini e residenti hanno calpestato quell’area ritenuta inquinata da rifiuti tossici interrati.

Andrea Vizzaccaro tra i promotori del Coordinamento ha constatato con una punta di amarezza l’assenza delle istituzioni invitate.

Edoardo Grossi esponente della consulta dell’ambiente del Comune di Cassino è la memoria storica del sito del Nocione. La sua prima denuncia risale al 1989 e da allora ha sempre continuato a monitorare quel sito e raccogliere il materiale per poter proseguire una battaglia per la bonifica. “Chiediamo che venga esteso il divieto di pascolo e di utilizzo a scopi rurali il terreno nel raggio di un chilometro dal sito inquinato”, questa la richiesta di Grossi che da tempo, insieme a Salvatore Avella di Fare Verde, si batte per stabilire le premesse per una messa in sicurezza dell’area.

“Vediamo – ha detto Salvatore Avella – se con il terzo ricorso che abbiamo fatto presso la procura della Repubblica di Cassino e le ulteriori indagini che sono state fatte dalla guardia di finanza con gli aerei dove sono stati riscontrati 13 punti critici vediamo se la procura di Cassino continua l’indagine è quali saranno le loro mosse”

Proprio durante il sopralluogo è stato notato in un pozzo carcasse di animali rendendo macabro oltre che drammatico il tour amaro del Coordinamento ambiente. Le iniziative saranno raccolte in un dossier che sarà portato sui tavoli delle autorità competenti.