Carmine Di Mambro: “Il registro tumori è l’unico strumento per fare davvero prevenzione”

Il conisgliere comunale Carmine di Mambro

“Non ho mai avuto tanta forza come adesso”, Carmine Di Mambro è uno degli artefici del regolamento attuativo del Registro tumori della Regione Lazio. Stamattina ha seguito con apprensione i lavori della commissione sanità della Regione. In questi mesi ha combattuto una doppia battaglia, quella privata e personale con la propria malattia e quella pubblica per ottenere l’istituzione di uno strumento fondamentale per la salute di tutti i cittadini della Regione.

Consigliere Di Mambro che cos’è il registro tumori e perché è tanto importante?
E’ uno strumento importantissimo e di vitale importanza. Oggi, una persona che si ammala di tumore non viene registrata presso la Asl di appartenenza e questo fa in modo che non ci sia una mappatura dell’incidenza di neoplasie e non ci siano di conseguenza nemmeno gli strumenti per poter fare prevenzione. Con l’istituzione del registro tumori subentra un obbligo di registrazione, ovunque il paziente sia curato, presso la Asl di appartenenza. Il registro tumori è l’unico strumento per localizzare l’incidenza della malattia creando una database fondamentale. Faccio soltanto un paio di esempi. A Cassino, in località Nocione, ci sono 12 persone ricoverate al Regina Elena per Linfoma No Hodgkin. Sappiamo che sempre a Cassino nella zona al confine con Rocca d’Evandro e San Vittore del Lazio ci sono 46 persone in cura tra il Regina Elena e l’ospedale Gemelli per tumori alle vie respiratorie. Il registro dei tumori consente di classificare ogni tipo di tumore localizzando i pazienti. In questo modo si possono individuare eventuali cause, si possono prevedere interventi di bonifica qualora ci fosse una causa dovuta all’inquinamento. E’ uno strumento unico e fondamentale per fare prevenzione e per ottenere finanziamenti che possano contribuire al miglioramento della qualità della vita. A Varese e Parma che sono state le prime città ad istituire il registro tumori nel 1976 l’incidenza tumorale si è abbattuta del 50 per cento”.

Quali saranno i prossimi passi istituzionali per rendere operativo il registro tumori?
La prossima settimana il regolamento verrà approvato in consiglio regionale e diventerà immediatamente operativo. Sono stato un po’ la testa d’ariete di questo movimento, ma sono in molti che hanno contribuito a sostenere l’istituzione di questo strumento.
Il registro dei Tumori non è un documento scritto e chiuso in un cassetto rappresenta uno strumento in continua evoluzione a disposizione di tutta la cittadinanza non soltanto delle persone che vivono quotidianamente la malattia, non soltanto a disposizione dei familiari che con silenzio e sofferenza sostengono i loro cari ma di tutta la cittadinanza senza differenze di politica cultura età o contesto sociale. È un traguardo raggiunto per il bene della comunità. Oggi è stato compiuto un altro passo verso la meta

In questi mesi lei ha ricevuto molto sostegno, ma c’è stata anche qualche critica?
Avevo messo in conto di ricevere delle critiche, ero pronto ad affrontarle e invece no. Ho ricevuto solo sostegno e incoraggiamento. Soltanto una persona mi ha scritto “dov’era il consigliere Di Mambro fino a ieri?”. Ecco a quella persona ho risposto che fino a ieri ho accudito i miei genitori che sono morti di tumore. Quando ho scoperto la mia malattia ho trascorso un mese difficilissimo in cui non volevo parlare con nessuno, nemmeno con mia moglie e mio figlio. Poi ho preso coraggio, mi sono detto che dovevo fare qualcosa, per tutti. Non solo per me stesso. Ho scoperto di avere una forza che non avrei nemmeno mai immaginato e ho combattuto. Combatto due volte, contro la malattia e per l’ottenimento dello strumento più importante per fare prevenzione.

C’è qualcuno a cui vuole dire grazie in particolar modo?
Nella mia battaglia ho ricevuto un sostegno trasversale da parte di tutti. Voglio dire grazie a tutti gli abitanti della provincia di Frosinone e a mia moglie e a mio figlio. Non l’ho mai fatto prima, ma è doveroso il mio grazie a loro.

Paola Caramadre