Cassino – Acqua, il popolo #noacea deluso e infuriato: “Sindaco dimettiti”

Come ogni battaglia che si rispetti, anche quella per la difesa strenua degli impianti idrici comunali ha lasciato sul campo feriti in tutti gli schieramenti.

E pensare che, in un primo momento, si era intravista la possibilità di un’unità di intenti tra la piazza e il palazzo. In realtà, il consiglio comunale di ieri sera (leggi qui Acqua, tensione alle stelle in consiglio comunale) ha evidenziato una frattura insanabile tra il popolo #noacea e la classe politica.

Maggioranza e opposizione hanno profondamente deluso il movimento spontaneo dei cittadini. Dopo gli insulti volati in assise è subentrata una profonda delusione che non ha placato gli animi anzi ha scatenato dure reazioni.

Il Consiglio comunale di Cassino del 21 giugno 2017

Uno dei portavoce del movimento spontaneo #noacea Renato De Sanctis ha lanciato una protesta choc: una raccolta firme per chiedere le dimissioni del sindaco D’Alessandro. L’altro portavoce Marina Palma ha aggiunto: “Siamo immensamente delusi, io ho appoggiato questa amministrazione, non avrei mai immaginato di arrivare a questo punto.

Siamo delusi con maggioranza e opposizione, ieri i consiglieri e gli amministratori hanno voluto portare la gente all’esasperazione cercando in tutti i modi di metterci gli uni contro gli altri. Non ce la faranno. Non sono certo io ad essere disonesta”.

Il Consiglio comunale di Cassino del 21 giugno 2017

Il consiglio comunale ha comunque deliberato sulla questione acquedotto attraverso un ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo con il quale si impegna il sindaco “a continuare nell’azione da lui intrapresa con i sindaci dell’Aato5 in merito alla risoluzione contrattuale di cui all’articolo 34 della convenzione citata; all’esito della risoluzione, di farsi promotore per la costituzione di una società in house i cui soci devono essere gli enti locali ricadenti nell’Aato5; a rendersi promotore presso l’Assemblea dei Sindaci di valutare l’ipotesi di recesso e riscatto di cui all’articolo 35 della convenzione in premessa; a porre in essere tutte le possibili iniziative giudiziarie e non giudiziarie per continuare a garantire alla città di Cassino il massimo ristoro possibile previsto dalla convenzione”.

Il Consiglio comunale di Cassino del 21 giugno 2017

Il documento del consiglio che non ha convinto la città ha scatenato forti polemiche politiche tra maggioranza e opposizione. La coalizione di governo si è scagliata contro i consiglieri del gruppo di minoranza Petrarcone, Salera e Terranova accusandoli di aver prima contribuito all’ordine del giorno e poi aver abbandonato l’aula al momento del voto. La questione sollecitata dai cittadini si è trasformato in un match tutto politico che ha fatto tracimare gli argini della pazienza del movimento #noacea.

Il Consiglio comunale di Cassino del 21 giugno 2017

Il consiglio comunale di ieri sera è stata l’occasione per affrontare anche altri temi piuttosto spinosi per la città come l’impianto di trattamento di rifiuti speciali e piazza Ottorino Del Foco a Caira. Il commento di Niki Dragonetti, coordinatore provinciale di Popolari per l’Italia, tra coloro che hanno sollecitato la questione, è stato al vetriolo: “Il sindaco ha impiegato 12 mesi per leggersi le carte sulla piazza Ottorino Del Foco per arrivare alla conclusione che io avevo annunciato il 2 giugno 2016 pubblicamente.

Un sindaco inadeguato e lento nel comprendere la questione. Beh meglio tardi che mai. Ora speriamo che la Procura continui a fare il suo corso. la piazza almeno sulla carta, visto che il consiglio comunale ha votato favorevolmente, è dei cittadini di Caira! Hanno vinto loro! ora se il sindaco non si riaddormenta forse riuscirà a rimuovere la recinzione abusiva come l’ufficio urbanistico del Comune ha certificato”.

PC    Foto Antonio Nardelli