Cassino – Aiuole, fontanelle e responsabilità. Petrarcone sfida il suo successore

Giuseppe Golini Petrarcone

Cassino – Stavolta a parlare è l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone.

E lo fa con una buona dose di sarcastici sorrisi. La maggioranza lo ha accusato di aver abbandonato l’assise durante la votazione? E lui risponde per le rime:

“D’Alessandro aveva promesso che nei primi 100 giorni avrebbe salvato l’acqua e che avrebbe portato anche le periferie nella gestione comunale.

Molti cittadini, visto che la campagna elettorale si era incentrata quasi del tutto su questo problema, gli avevano creduto.

Oggi, di fronte al suo manifesto fallimento, D’Alessandro tenta ancora miseramente di gettare la croce su altri. L’odg votato l’altra sera è un ennesimo tentativo di lavarsi la faccia e di continuare ad illudere i nostri concittadini”.

La questione acquedotto pesa e Petrarcone ripercorre quel momento in cui insieme ai colleghi di compagine ha lasciato l’aula consiliare

“Voglio ancora una volta spiegare che la  decisione mia, di Enzo Salera e di Edilio Terranova di non partecipare a quella votazione scaturiva dalla consapevolezza che quel deliberato non serve a nulla. E che le uniche richieste che aveva fatto il Comitato per l’Acqua, nostro tramite, venivano disattese.

Abbiamo poi dimostrato, nel prosieguo dei lavori del consiglio e fino a notte fonda, che quando c’è da affrontare e votare argomenti attuali e nell’interesse della città, ci eravamo e ci saremo sempre”. L’ex sindaco alza i toni e rispolvera la memoria degli ultimi anni di gestione della città:

“D’Alessandro, in merito alle bollette in arrivo in questi giorni riferite al canone idrico per Cassino, ancora una volta tenta lo ‘scaricabarile’.

E lo fa addebitando responsabilità all’ultimo decennio di amministrazione.

Dimentica, ma forse la fretta di discolparsi gli fa perdere lucidità, che così facendo coinvolge in questa sua attribuzione di presunte responsabilità, alcuni dei suoi più stretti collaboratori, che proprio nell’ultimo decennio hanno amministrato dai banchi della maggioranza la nostra città.

E nella fattispecie il suo vicesindaco Palombo, allora assessore alle finanze, l’assessore Papa, il consigliere Di Mascio, il consigliere Evangelista, il consigliere Sebastianelli, ora passato all’opposizione e il suo mentore Mario Abbruzzese.

La smetta D’Alessandro di recitare questa farsa e piuttosto, in luogo di inaugurare aiuole e fontanelle, ripensi alle figuracce solamente di questi ultimi giorni.

Mi riferisco al bando “farsa” in cui si stava assegnando ad una associazione, il cui titolare è uno dei megafoni di questa maggioranza, la disponibilità e l’uso del Parco Baden Powell per un campus estivo.

Mi riferisco ad un locale di proprietà comunale in Via San Marco a Cassino dato in uso, gratuitamente senza una procedura di evidenza pubblica.

Pensi seriamente D’Alessandro, il quale in campagna elettorale aveva promesso una città sicura e a “Tolleranza Zero”, che i genitori di Cassino hanno il terrore di mandare i propri figli nelle strade e nelle piazze per paura che vengano presi a calci e pugni o peggio accoltellati, solamente per uno sguardo rivolto o per un mancato saluto.

Bene ha fatto il Comitato per l’Acqua a chiedere le immediate dimissioni di D’Alessandro”.