Cassino assediata dalle discariche abusive. Scatta la tolleranza zero

Un assedio, inesorabile, costante e incontenibile.

I rifiuti abbandonati, disseminati lungo i bordi delle strade, stringono d’assedio la città di Cassino. E non c’è niente da fare.

Cumuli di immondizia, buste di plastica, materassi, elettrodomestici, componenti d’arredo, pneumatici, sono lì  a ricordare alla città che qualcosa non funziona. Non nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ma nell’interpretazione del livello di civiltà.

Da dove arrivano i rifiuti? Chi li scarica senza controllo? Chi inquina?

Domande legittime che tutti i cittadini-contribuenti dovrebbero porsi, visto che le spese di bonifica sono a carico della collettività in assenza di diretti responsabili. Le mini-discariche spuntano all’improvviso oppure si sedimentano per diverso tempo ampliandosi sempre di più.

Diventa una lotta impari, un lavoro di Sisifo continuamente divorato da nuovi abbandoni. Come in via Vaglie dove ieri sera era ancora tutto pulito, grazie all’ultima bonifica, ma stamattina… stamattina c’erano decine di sacchi neri di plastica. Impuniti e impunibili, pronti a ricordare che qualcosa non funziona.

Immediatamente informata della situazione, l’assessore all’ambiente del Comune di Cassino, Dana Tauwinkelova ha inviato le squadre a pulire. Ma la domanda è sempre la stessa: per quanto tempo durerà la tregua dai rifiuti?

“Abbiamo fatto pulire tante volte, ma la gente non impara mai”, il tono dell’assessore è tutt’altro che rassegnato.

Non intende cedere e arrendersi all’invasione dei rifiuti e ai gesti di inciviltà: “Stiamo per installare le fototrappole. In questo modo, ogni sacchetto gettato avrà un responsabile che verrà sanzionato.

Mi dispiace dover arrivare a questo punto, ma la situazione deve cambiare. Le persone devono cambiare. Siamo noi tutti a vivere in questo ambiente degradato e rovinato dai rifiuti. Siamo noi tutti a vivere nell’immondizia. Basterebbe capire questa semplice verità per smettere di disfarsi della spazzatura in modo così incivile.

Il mio è un appello ai residenti e ai non residenti: Cassino non è una discarica a cielo aperto. Non possiamo più sopportare questa continua aggressione all’ambiente. La cosa che mi sorprende è che, come è stato evidenziato dai rilievi degli ispettori ambientali, chi getta l’immondizia è iscritto alla Tari e paga le tasse.

Perché allora disfarsi dei rifiuti in questo modo? Io non mi arrendo, visto che gli appelli e gli inviti restano inascoltati passeremo alle sanzioni. Una cosa è certa: tolleranza zero a difesa dell’ambiente”.

Paola Caramadre