Cassino – Caso Acea, spunta la questione dei dipendenti dell’ufficio acquedotto

I nove dipendenti dell’ufficio acquedotto del Comune di Cassino che futuro avranno? La questione è di carattere puramente amministrativo ed è finita nell’agenda delle priorità del movimento spontaneo #noacea che torna alla carica e lo fa anche con una certa determinazione. Attraverso il portavoce Renato De Sanctis si mostrano ‘le carte’.

“Siamo di fronte all’ennesima manchevolezza amministrativa di chi gestisce attualmente il Comune di Cassino”. A parlare in questi termini è proprio De Sanctis che entra nel merito della questione: “La convenzione del 27 giugno 2003, sottoscritta dall’allora presidente della Provincia di Frosinone con la società vincitrice del bando per la gestione del servizio idrico integrato, ovvero Acea spa, parla chiaro in merito alla sorte del personale degli enti locali interessati assegnato in maniera esclusiva al servizio. Secondo la convenzione, le risorse umane venivano trasferite al nuovo gestore.

A Cassino, invece, che cosa è successo? Siamo andati in deroga alla convenzione stessa e precisamente all’articolo 26. Il verbale di consegna del servizio idrico integrato, stipulato il 2 agosto 2016, prevede al punto 29 che ‘Il Comune di Cassino ha dichiarato di aver già comunicato alla Sto l’elenco del personale adibito al servizio idrico integrato in via continuativa ed esclusiva’. Al punto 31 si evidenzia il punto critico che segnaliamo: ‘In relazione ai dipendenti sopra indicati, Acea Ato5 Spa dovrà procedere – entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente verbale – ad attivare le procedure per il trasferimento del personale nel rispetto della volontà del singolo dipendente e in conformità al vigente contratto nazionale di categoria’.

Il personale, come si può facilmente intuire, non ha espresso la volontà di andare a lavorare presso Acea preferendo il Comune di Cassino. Adesso, quindi, per stessa ammissione del sindaco l’ente avrà nove dipendenti già dichiarati in esubero per i quali potrebbe non esserci la copertura finanziaria. Nello stesso tempo, il gestore privato si è risparmiato circa 330 mila euro all’anno che ricadranno sulle già disastrate casse del Comune di Cassino.

Il finale di questa storia potrebbe essere ‘e vissero tutti felici e contenti’ tranne i contribuenti di Cassino.

Che cosa dire? Possiamo chiedere, per cortesia, all’amministrazione di anticipare le ferie? Così, almeno, mentre tutti i componenti si riposeranno, le casse comunali potrebbero avere qualche speranza di rimpianguarsi”.