Cassino – Dragonetti “getta benzina” sul caso Acea

“Dopo aver ascoltato il sindaco di Cassino nel suo comizio l’altra sera in piazza Diamare a Cassino mi sono posto la domanda se il sindaco ha capito che la campagna elettorale è finita un anno fa”, Niki Dragonetti, nelle vesti di coordinatore provinciale di Popolari per l’Italia, sfodera il ghigno sarcastico che lo contraddistingue e getta un po’ di benzina sul fuoco divampato a seguito della cessione degli impianti idrici comunali ad Acea.

“Purtroppo credo che non abbia ancora la percezione temporale che siamo nel 2017 e non nel 2016. Troppe inesattezze sono state dette dal primo cittadino e questo è un’offesa all’intelligenza e alla dignità delle persone di Cassino, togliendo i tifosi chiamati ad applaudire ad ogni sua parola. Per me, queste sono bugie politiche e purtroppo sono subito dimostrabili con i fatti.

Dall’alto del palco lui dichiarava che la sua porta è sempre aperta e che ha una gestione trasparente e chiunque può accedere agli atti amministrativi per farne copia e visionarli. Ma questo sindaco dove vive?

Caro sindaco il sottoscritto si è dovuto rivolgere alla Procura della Repubblica perché né lei né i suoi uffici hanno consegnato  copia dei documenti richiesti. Non solo al sottoscritto ma anche al consigliere comunale Giuseppe Sebastianelli avete negato l’accesso agli atti e ha dovuto scrivere al Ministro dell’Interno per la grave omissione da parte vostra.

Allora caro sindaco vede che sono bugie politiche quelle che viene a raccontare in piazza? Passiamo invece alla questione Acea, e mi preme fare a lei caro sindaco due semplici domande:  la prima, nei suoi video, nei manifesti, volantini e non affermava che in 100 giorni avrebbe ridato l’acqua pubblica cacciando Acea, addirittura non solo da Cassino centro ma anche dalle frazioni, e dai palchi sbandierava una strategia segreta.

Possiamo oggi sapere quale era questa strategia segreta tanto sbandierata ma che nessuno si è accorto se è stata attuata?

O è talmente segreta che anche lei non la ricorda più? Ultima domanda caro sindaco, quello che afferma Renato De Sanctis sul calcolo (essendo lei ingegnere) sui 200 l/s significa avere 17.280.000 di acqua al giorno e che un consumo pro capite può essere calcolato di 240 l circa che moltiplicati per gli abitanti di Cassino esce un consumo minore di quello che dovrebbe restituirci Acea.

Ora se è vero come è vero che questi calcoli spannometrici si avvicinano molto alla realtà, ci dice se gli sta facendo valere anche nelle dovute stanze, oppure viene in piazza a dire una cosa mentre ne sta facendo un’altra?

Caro sindaco le ricordo che un anno è passato e lei ha vinto grazie alla leva che ha utilizzato sulla sensibilità dei cittadini di Cassino sul fattore acqua convincendoli che lei era l’unico che aveva una strategia segreta per risolvere il caso.

Non vorremmo a breve tappezzare la città rendendo nota la sua ennesima ‘bugia’”.