Cassino – La Corte dei Conti non approva, il bilancio del Comune nelle sabbie mobili

“Il motivo per cui ho convocato questa conferenza urgente è frutto di una decisione della commissione di controllo della Corte dei Conti, datata 9 giugno 2017 e depositata in segreteria l’11 settembre venuta a conoscenza di questa amministrazione nel pomeriggio di ieri, che sancisce, dopo alcune pagine di motivazione, che approva lo scorporo della quota di disavanzo ma non approva la rimodulazione del piano di riequilibrio pluriennale del Comune di Cassino con riferimento all’estensione decennale”.

Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro, con voce tonante e sguardo ferale, ha reso nota alla città la situazione finanziaria dell’ente.

Tra un j’accuse rivolto al passato amministrativo recente e una presa d’atto costernata, ha illustrato una situazione drammatica e quasi inevitabilmente senza via d’uscita.

“Il piano di riequilibrio – ha spiegato – si basava sul consuntivo 2013 che faceva riferimento a dei disavanzi vicini ai 12 milioni di euro. Sono rimasti oltre 7 milioni in quel piano di riequilibrio che non avevano e non hanno copertura finanziaria. Il nostro intento è stato quello di chiedere alla Corte dei Conti di pagare questo debito in trenta anni usufruendo di un articolo di legge specifica, non avendo copertura finanziaria di quella cifra”.

E subito dopo ha aggiunto: “Voglio fare una precisazione, abbiamo preso contatti con la Corte dei Conti, sono disponibile ad andare subito per capire l’entità di questa delibera e per capirne la genesi. vogliamo fare di tutto per evitare il dissesto finanziario. Bisogna essere chiari con la città. La situazione è seria. Se si potrà raggiungere una soluzione diversa, se si potrà impugnare questa delibera lo faremo, ma se non dovesse essere possibile questo Comune sarà obbligato a dichiarare il dissesto finanziario”.

Riferendosi agli amministratori precedenti ha aggiunto: “I conti sono drammaticamente in ordine, come sostengono i predecessori, perché i mutui si pagano soprattutto se vengono contratti per pagare delle sentenze. A chi parla di falsità vorrei ricordare un detto popolare delle nostre parti: non sputare in aria che in faccia ti ritorna. La situazione è più che grave. La città deve sapere che qualcuno ha mentito per anni e ha scaricato la responsabilità sui precedenti e ha demandato a chi veniva dopo di trovare la soluzione. I numeri sono importanti è nostra intenzione del segretario comunale e dell’assessore Schimperna e tutti i consiglieri comunali e la giunta che ringrazio perché condividere questo percorso drammatico non è facile, ci vuole coraggio. Questa città ha diritto di sapere prenderemo tutta la documentazione la studieremo a fondo. Qualora la delibera della Corte dei Conti non dovesse essere risolta il rischio di default perderebbe la parola rischio perché a quel punto il default è un atto dovuto”.