Cassino – Il sindaco chiede revoca e annullamento rilascio Aia Fiotech

Il Sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro ha richiesto agli uffici competenti della Regione Lazio in relazione al provvedimento di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Fiotech srl di valutare l’emissione di un provvedimento di revoca o annullamento della Determinazione dirigenziale prot.G00476 del 26.01.2015, con la quale si conferiva l’AIA.
“l’Area Tecnica del Comune di Cassino, infatti, – Ha detto il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro – in esito agli accertamenti di cui alla Relazione del 01.06.2017 (allegato n.1) relativi alla conformità delle opere ed immobili in possesso della Fiotech srl e destinati all’attività di trattamento di rifiuti sanitari e pericolosi, autorizzata con la Determinazione AIA in oggetto, ha rilevato la presenza di fabbricati realizzati in totale difformità delle concessioni edilizie. Nella fattispecie si tratta del fabbricato “Palazzina Uffici” per superficie e volumetria, del mutamento di destinazione d’uso del primo piano della medesima palazzina da uffici a residenziale, della mancanza del certificato di agibilità e collaudo per tutti i fabbricati incluso il capannone industriale.
Inoltre con provvedimento del 12.10.2017 prot.n.52815 il Comune di Cassino ha avviato il procedimento sanzionatorio per abuso edilizio ai sensi della Legge 241/90 a carico di CML International SPA per la ditta Fiotech Srl per i quali l’amministrazione comunale ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Cassino.
Gli abusi edilizi di cui innanzi, nonché la mancanza di agibilità e collaudo dei fabbricati sede dell’impianto della Fiotech srl, costituiscono motivo di revoca del provvedimento AIA in oggetto ai sensi dell’Art.21 quinques Legge 241/90, nonché di annullamento ai sensi dell’Art.21 nonies comma 1 Legge 241/90,nel testo e disposizioni previgenti la Legge 124/2015, per i seguenti motivi:
a) la presenza degli abusi edilizi travolge la conformità del progetto dell’impianto approvato alle normative urbanistiche ed ai regolamenti edilizi vigenti, conformità richiesta dalle Linee Guida agli Uffici Regionali di cui alla DGR 18 aprile 2008, n. 239, e dal primo comma dell’Art.208 DLgs.vo 152/2006 al quale fa riferimento il comma 14 dell’Art.6 DLgs.vo 152/2006;
b) la gravità degli abusi, in particolare la mancanza del certificato di agibilità e dei collaudi finali, impedisce l’utilizzo dei fabbricati per la realizzazione del progetto e degli impianti di cui all’AIA del 26.01.2015, restando ininfluente la circostanza che il Comune abbia rilevato gli abusi edilizi solo successivamente al rilascio dell’autorizzazione;
c) la Determinazione in oggetto è stata rilasciata in data 26.01.2015, prima del 28.08.2015, data dell’entrata in vigore della Legge 124/2015; pertanto, va applicato quanto disposto nel previgente testo dell’Art.21 nonies 241/90 il quale non prevede il termine di 18 mesi per l’esercizio dell’annullamento.
Inoltre, la sussistenza degli abusi edilizi costituisce motivo di sospensione dell’efficacia della Determinazione in oggetto, non solo in quanto rappresenta un illecito amministrativo e penale, ma anche in relazione alla mancanza dei collaudi e dell’agibilità dei fabbricati e quindi come elemento di grave rischio per l’istallazione degli impianti e per l’esercizio dell’attività di gestioni di rifiuti sanitari pericolosi.
In subordine alla richiesta di annullamento ho richiesto di disporre la sospensione dell’efficacia ed esecutività della Determina in oggetto fino all’esito del procedimento sanzionatorio dell’abuso edilizio avviato con provvedimento del 12.10.2017 prot.n.52815.
Sono constatazioni, queste, su cui la Regione non può chiudere gli occhi e su cui mi aspetto una celere risposta, ma soprattutto un’esplicita presa di posizione da parte dell’assessorato all’ambiente. In caso di diniego delle richieste esposte il governo regionale dovrà prendersi le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini di Cassino”.