Celebrata la solennità di San Benedetto a Montecassino

Lo spirito della regola benedettina rivela una straordinaria contemporaneità che continua ad essere un punto di riferimento per il nostro presente. Queste le parole del cardinale Amato che ha presieduto questa mattina le celebrazioni per la solennità di San Benedetto.

Nel luogo in cui ha avuto origine il monachesimo occidentale è risuonato il monito della regola di Benedetto da Norcia che ha costituito un baluardo di civiltà capace di attraversare i secoli. Il giorno più importante per la comunità benedettina di Montecassino è stato vissuto con sobrietà.

L’abate dom Donato Ogliari ha accolto i numerosi ospiti tra cui i vescovi Reali, Vari, Cibotti, e Antonazzo oltre all’ambasciatore della Santa Sede e gli ambasciatori della Croazia, Francia, Polonia, Portogallo e Regno Unito, l’ambasciatore presso lo Stato Italiano e il Console del Belgio,l’ambiasciatore della Bulgaria e di Svezia e il Cosole Polonia. Presenti inoltre il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli e il Questore di Frosinone Rosaria Amato oltre al rettore dell’università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale Giovanni Betta.

L’Abate Ogliari ha rivolto un caloroso benvenuto al Cardinale Angelo Amato per la prontezza e la benevolenza con cui ha accolto l’invito a presiedere questa solenne celebrazione eucaristica in onore di San Benedetto Patrono primario d’Europa, nel giorno in cui si ricorda il suo transito da questo mondo. Ha poi rivolto un saluto a i presenti dicendo “Quella che vede, Eminenza Reverendissima, è una porzione rappresentativa di quel Popolo di Dio che vive in questo territorio che, lungo i secoli, è stato generato alla fede e alla civiltà grazie alla presenza spirituale e operosa dei figli di S.Benedetto. Continui Egli a vegliare su tutti noi e ci aiuti ad essere, come lui, testimoni autentici di pace e di amore in questo nostro mondo, così spesso confuso e lacerato da divisioni.”

La cerimonia è stata concelebrata da circa trenta sacerdoti.
La vicinanza delle autorità locali alla comunità benedettina è stata espressa dal sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro che ha detto “Ancora una volta ci ritroviamo tutti insieme a festeggiare San Benedetto. Non è solo una giornata di festa ma è il momento per l’intera comunità cassinate ed Europea di ricordare le nostre origini sia culturali che religiose”. Lo ha dichiarato il sindaco del comune di Cassino Carlo Maria D’Alessandro presente al solenne Pontificale nella cattedrale del monastero di Montecassino.
“Oggi sua eminenza il cardinale Angelo Amato ci ha ricordato quanto sia fondamentale l’umiltà. Un punto di riferimento nella condotta dell’uomo che spesso viene messa da parte. L’agire umano è segnato da istinto invidia paura ma anche d’amore gioia e onestà punto partendo da l’umiltà e dell’onestà il futuro per noi ma soprattutto per i nostri figli e per le generazioni che verranno potrà essere migliore. Sua eminenza dal pulpito ci ha detto che la regola è proprio alla base delle sue letture preferite. Un grande onore sicuramente per la nostra Comunità ma anche un grande monito che ci ricorda quanto sia attuale la regola scritta da San Benedetto, all’interno di queste mura distrutte più volte, ma sempre tornate a rappresentare un faro un punto di riferimento per tutta la comunità del territorio ed Europea. Come ha ribadito anche l’Abate di Montecassino, Dom Donato Ogliari in un mondo sempre piu caratterizzato dalle divisioni, possiamo trovare nella figura di San Benedetto, patrono d’Europa un simbolo di pace e riconciliazione per tutti noi “. Ha concluso il sindaco Carlo Maria D Alessandro”.

Il neo consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli ha detto “La figura di San Benedetto da Norcia, patrono di Cassino e d’Europa, incarna la nostra tradizione monastica e culturale,  inserendo il cassinate al centro dell’Europa. Ritengo che, accanto all’appartenenza religiosa, sia fondamentale l’appartenenza civile, e San Benedetto, magistralmente, riesce ad unire una comunità che va al di là dei confini del cassinate. Ho preso parte alle celebrazioni in onore del Santo Patrono nella ferma convinzione che la tradizione vada tramandata, rinnovata ed alimentata con costanza presso le nuove generazioni, in quanto rappresenza l’essenza della nostra identità. Il patrimonio storico culturale è una fonte di ricchezza che dobbiamo preservare dall’usura del tempo e che lega, attraverso un filo invisibile, passato, presente e futuro, in quanto è attingendo a quel passato storico che possiamo costruire una florida economia. Il  turismo religioso, che spinge migliaia di turisti a recarsi nella Terra di San Benedetto, può e deve essere un importante volano di sviluppo per il territorio sotto il profilo economico ed occupazionale”.

La cerimonia è proseguita nelle strade della città con la suggestiva rievocazione del corteo storico