Cervaro e Latina commemorano i martiri di Fiesole, i carabinieri La Rocca, Marandola e Sbarretti

La lapide a Fiesole ai carabinieri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti

Solenne cerimonia organizzata dall’Amministrazione Comunale del comune di Cervaro per la commemorazione del 73esimo olocausto del Carabiniere Vittorio Marandola, decorato di Medaglia D’Oro al Valor Militare, Valor Civile e al Valore dell’Arma.

Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, il 12 agosto del 1944 a Fiesole furono fucilati dai soldati tedeschi sacrificando la loro vita per salvare quella di dieci ostaggi civili.

La cerimonia, iniziata alle ore 10,00 circa con la deposizione di una Corona d’alloro dell’Arma presso il Monumento in onore al caduto nel piazzale antistante la villa comunale di Cervaro, alla presenza del nipote Vittorio Marandola , detentore della medaglia d’Oro, è terminata con la deposizione di una Corona d’alloro a cura dell’Amministrazione comunale presso la stele vicino alla casa natale dell’Eroe.

Era presente, in rappresentanza della scala gerarchica dell’Arma il Ten. Col. Andrea Gavazzi Comandante Provinciale interinale di Frosinone nonché il Magg. Silvio De Luca, Comandante della Compagnia di Cassino.

Hanno partecipato il sindaco di Cervaro Dott. Angelo D’Aliesio, alcuni sindaci dei comuni limitrofi nonché diverse sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri e Associazioni Combattentistiche e d’Arma del territorio.

Nel corso della cerimonia è stata ampiamente ricordata la motivazione della medaglia D’Oro al Valor Militare alla memoria concessa al Carabiniere Vittorio Marandola, che così’ recita: “Durante la dominazione nazifascista, teneva salda la tradizione di fedeltà alla Patria, prodigandosi nel servizio ad esclusivo vantaggio della popolazione e partecipando con grave rischio personale all’attività del fronte clandestino. Pochi giorni prima della liberazione, mentre già al sicuro dalle ricerche dei tedeschi, si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, veniva informato che il Comando germanico aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al comando stesso entro poche ore. Pienamente consapevole della sorte che lo attendeva, serenamente e senza titubanze la subiva perché dieci innocenti avessero salva la vita. Poco dopo affrontava con stoicismo il plotone di esecuzione tedesco e, al grido di «Viva l’Italia!», pagava con la sua vita il sublime atto d’altruismo. Nobile esempio di insuperabili virtù militari e civili”.

Gli onori sono stati resi dal Picchetto d’Onore della Compagnia Carabinieri di Cassino.

Anche a Latina si è svolta questa mattina presso il parco Locatelli del quartiere nuova Latina la cerimonia di commemorazione dei tre carabinieri.

La commemorazione si ripete dal 2010, allorquando presso il predetto parco venne inaugurato un monumento alla memoria.

Alla cerimonia hanno preso parte il Maggiore Pietro Dimiccoli del Comando Provinciale Carabinieri di Latina, il Prefetto Vicario Luigi Scipioni, il Vice Sindaco Paola Briganti, il Vicario del Vescovo di Latina Don.  Mario Sbarigia, il Presidente della Sezione di Latina dell’Ass.ne Nazionale Carabinieri Stefano Benedetti con il Presidente Emerito Antonino Vitale e folta rappresentanza, Autorità militari e associazioni combattentistiche e d’Arma di Latina.

Il Maggiore Dimiccoli nel  rivolgere il suo personale saluto e quello del Comandante Provinciale Col. Eduardo Calvi ha voluto ringraziare le autorità per la loro presenza e vicinanza all’Arma.

Nel ricordare il triste martirio dei tre giovani Carabinieri ha posto l’accento sull’importanza di tali gesta eroiche e sul bisogno di trasmettere ai più giovani il messaggio di pace, giustizia, libertà e abnegazione che i tre martiri ci hanno lasciato quale preziosa eredità da custodire e difendere. Con il Vice Sindaco Paola Briganti ci siamo impegnati a diffondere dopo l’apertura del prossimo anno scolastico questo ed altri eroici esempi che hanno visto protagonisti i carabinieri.