Ciacciarelli. Da circa un mese abbiamo sollevato il problema sicurezza edifici scolastici.

Pasquale Ciacciarelli
Pasquale Ciacciarelli

Oggi il Miur certifica le nostre preoccupazioni.

Circa un mese fa, in prossimità della chiusura dell’anno scolastico, ho sollevato il problema sicurezza degli istituti scolastici della nostra Provincia, esortando le autorità preposte ad operare ispezioni approfondite nei nostri plessi scolastici, al fine di accertarne l’idoneità alle norme antisismiche, approfittando della pausa estiva della didattica per i sopralluoghi del caso.

La diffusione di dati allarmanti da parte del Miur circa il livello di sicurezza degli edifici scolastici del nostro territorio, letteralmente bocciati in quanto su 578 strutture soltanto 230 risultano sicure, rispondenti a criteri antisismici, ha confermato le mie preoccupazioni, essendo, il nostro, un territorio ad alto rischio sismico e di dissesto idrogeologico.

Avere ora la certezza che i nostri ragazzi sono stati esposti per anni a forti pericoli, e continuano ad esserlo, ragazzi che, peraltro, spendono gran parte della giornata a scuola dividendosi tra didattica mattutina ed attività ricreative pomeridiane, non conforta affatto, in quanto allontana le famiglie, i cittadini dalla fiducia riposta nelle istituzioni.

La consapevolezza del problema deve rappresentare un primo passo nella sua risoluzione, in quanto vi è in gioco la vita stessa dei nostri ragazzi ed è necessario che le famiglie nel momento in cui affidano i propri figli allo Stato, nell’istante in cui varcano l’ingresso scolastico, abbiano la certezza che lo stesso Stato garantisca la loro incolumità.

È il momento che la Regione si attivi investendo fondi per la messa in sicurezza dei nostri plessi scolastici, chiedendo, se necessario, fondi straordinari, in quanto non ci troviamo difronte ad opere di manutenzione ordinaria, bensì ad interventi invasivi che consentiranno alle strutture già presenti ed operative sul territorio di poter rispondere, secondo legge, ai criteri antisismici.

È il momento di intervenire tempestivamente, impossibile temporeggiare, vista la non prevedibilità di sismi e considerato il rischio sismico che vive la nostra terra per sua stessa morfologia, essendo in prossimità di una faglia attiva. Se da un lato è impossibile fare previsioni in materia sismica, dall’ altro è necessario, anzi doveroso, direi, fare prevenzione.