Ciacciarelli punta il dito contro la Regione sullo stato in cui versa il Lago di Canterno, ecosistema inserito in aree protette regionali

Pasquale Ciacciarelli

“Il rapporto di Legambiente sulle condizioni in cui versa il Lago di Canterno è a dir poco allarmante: il lago rischia di scomparire e con esso il suo prezioso ecosistema a causa della concentrazione delle sostanze inquinanti, dovute al malfunzionamento di un depuratore, e dello sfruttamento del bacino ai fini idroelettrici”.

E’ quanto dichiara in una nota il coordinatore provinciale di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli.

“Mi chiedo come sia possibile che La Regione Lazio non abbia provveduto al monitoraggio ed alla messa in sicurezza del depuratore e come mai, mi chiedo, non abbia posto un limite allo sfruttamento intensivo idroelettrico del bacino che provoca abbassamenti giornalieri del livello dell’ acqua non affatto trascurabili, deleteri per l’ecosistema, essendo inserito nelle aree protette regionali, ricadenti nel parco regionale degli Ausoni? Come è possibile che la Regione, nella figura dell’assessore all’ambiente, ad oggi, non abbia adottato misure atte alla salvaguardia del bacino, anche alla luce dell’emergenza siccità che affligge il territorio, che inevitabilmente costituisce un aggravante all’ abbassamento del livello dell’acqua? ciò si traduce in ulteriore sofferenza per la fauna locale, una sofferenza che sfocia nella moria ormai quotidiana dei pesci che popolano il Lago. Il paradosso risiede nella presenza del bacino tra le aree regionali protette, l’essere riconosciuto come riserva naturale, per poi constatare lo stato di abbandono in cui versa, lo sfruttamento a cui è sottoposto per mano dell’uomo che non tiene affatto conto dell’equilibrio ambientale. Si tratta dell’ennesima contraddizione che vede protagonista la Regione Lazio, che in qualità di ente territoriale, deve necessariamente operare ai fini della tutela, della salvaguardia delle risorse naturali del territorio. Qui siamo in presenza di un attentato all’ambiente di grandi dimensioni, che vede l’immobilismo, la cecità degli enti che avrebbero dovuto vigilare alla sua incolumità”.