Classifiche e paradossi Ciociari, l’analisi di Gnesi: “La classe politica si riproduce come le talee”

“La nostra provincia accusa un diffuso malessere sociale, perde colpi, arranca, sbuffa, impreca ma alla fine non cambia mai nulla”.

Ad affermarlo è il sindaco di Pastena, Arturo Gnesi.

“I dati visibili raffigurano un territorio devastato e sfigurato, la sensazione è quello di un arretramento marcato su tutti i fronti, di una perdita di fiducia nel futuro, di un realistico impoverimento delle famiglie a più basso reddito.
Altre stime svelano una ricchezza reale accumulata e nascosta.
Pare che ci siano risorse finanziarie che pur non creando sviluppo economico e non entrando nel ciclo produttivo attestano il reddito pro capite ciociaro tra i più alti a livello nazionale.
Allora c’è bisogno di capire il perché.
Se le cose sono quelle che penso io significa che la Ciociaria è nelle mani di un blocco sociale che ha tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno a prescindere che il direttore d’orchestra sia di centrosinistra o di centrodestra.
Non conviene a nessuno provocare terremoti politici, mettere in discussione alleanze, accordi e spartizioni del potere che alla fine accontentano tutti.
L’orditura rimane invariata e solidamente in piedi e l’alternanza è solo virtuale, di facciata necessaria per dare al popolo l’impressione che esiste una democrazia compiuta e in salute.
Un blocco della classe media che vince sui malumori popolari, che tiene testa alla rabbia sociale e che riesce a controllare i gangli vitali del mondo economico, politico, imprenditoriale e sindacale.
Se le cose sono così come vengono fuori dall’analisi dei dati significa che al massimo sarà concesso a chi auspica cambiamenti sociali e mutamenti della classe dirigente, solo di abbaiare alla luna.
Ma andiamo con ordine.
L’esperienza più che la matematica o la sociologia ci insegna che in quasi tutti i comuni c’è da anni una lenta e progressiva diminuzione della popolazione con un naturale incremento dell’invecchiamento generale.
Sin qui nulla di male, tutta salute.
Ma da una classifica del quotidiano finanziario “Italia Oggi” viene fuori che la provincia di Frosinone resta fanalino di coda nella maggior parte delle tabelle che vanno dal lavoro al livello di criminalità, dall’ambiente agli affari, dal tempo libero al tenore di vita insomma al 72esimo posto su 110 della classifica generale.
57^ per la qualità della vita
84^ posto sul fronte lavoro e occupazione
108 ^ posto, ovvero terzultima posizione per la qualità dell’aria
83^ posto per quanto riguarda la produzione dei rifiuti
95 ^ per la raccolta differenziata
109^posizione, cioè penultima per la dispersione delle rete idrica
Dinanzi ad un contesto così problematico e contraddittorio non si capisce come l’indicatore del grado di benessere economico del Lazio,
ovvero il reddito pro capite, risulti secondo solo dietro la Lombardia e Frosinone si piazzi al terzo posto regionale dopo Roma e Rieti.
La cosa più facile da pensare è che le statistiche ognuno le stira secondo i propri scopi o per soddisfare alcune tesi accademiche o per interessi particolari.
Allora non conviene dilungarsi su economia in nero, evasione ed elusione fiscale, economia illegale e attività illecite relegate all’usura o al riciclaggio di denaro sporco.
Sono un ignorante e non posso andare oltre con le mie valutazioni ma a naso mi pare abbastanza veritiera la situazione descritta e soprattutto il desiderio di non smuovere troppo le acque o di creare eccessivi turbamenti sociali.
Il potere è blindato e affidato a mani sicure che difficilmente molleranno la presa.
Il potere è sotto il controllo del ceto medio, professionisti, burocrati, tecnocrati, dirigenti della pubblica amministrazione.
La classe politica consolidata nel tempo e moderata nelle scelte si riproduce come le talee garantendo la riproduzione del sistema”.