Coast to Coast Grotte di Falvaterra e di Pastena, Speleoturismo & Ambiente

Le Grotte, l’Ambiente ringraziano per la bellissima edizione 2017 del “Coast to Coast ipogeo”, con l’intero attraversamento in sotterranea del Monte della Lamia, dove si sviluppa il complesso carsico delle Grotte di Falvaterra e delle famosissime Grotte di Pastena, divise per comuni, ma non per Natura.

La manifestazione, riservata ad esperti, patrocinata dal Monumento naturale Grotte di Falvaterra e dalla XVI Comunità Montana, ha visto la partecipazione di più di 20 speleologi e speleologhe provenienti da varie parti del Centro Italia ed è stata caratterizzata non solo da una mera attività speleoturistica, ma da una attenta operazione di pulizia dei sifoni, o ex sifoni, zone allagate del complesso ipogeo che fungono da vere trappole per il materiale trasportato da monte.

Ogni speleologo ha fatto da “Scerpa” portando fuori dalle grotte varie tipologie di materiale caratterizzato dalla immancabile plastica, indistruttibile e galleggiante, intrappolata in più punti, con la raccolta di più di 20 sacchi.

L’attività è stata molto importante non solo per la particolarità naturale e turistica dei luoghi, ma anche e soprattutto per la difesa e controllo della qualità e quantità delle nostre risorse idropotabili. La falda profonda di queste grotte è in collegamento ed indice delle caratteristiche delle numerose sorgenti del settore settentrionale dei Monti Ausoni.

In termini di quantità si è notato il forte abbassamento della falda sotterranea, a causa della ben nota siccità delle nostre zone e dell’Italia, con una riduzione di oltre un metro del Lago lungo centrale, posto a 1,5 km dagli ingressi. La riduzione è stata così forte che si è aperto ampiamente, per la prima, il sifone centrale n° 3, cosa che ha permesso il passaggio facilitato dal settore delle Grotte di Falvaterra a quelle di Pastena.

Un dato preoccupante, un ulteriore ed inequivocabile segno che la falda profonda si sta abbassando drasticamente, con serissimi problemi per le numerose sorgenti a valle, nei settori che vanno da Castro dei Volsci a Falvaterra fino a San Giovanni Incarico.

Se il ritmo di abbassamento sarà lo stesso nei mesi cruciali, di Agosto, Settembre ed anche Ottobre, se non arriveranno le piogge, si rischia, per la prima volta, il prosciugamento della nostre sorgenti principali, con conseguenze gravissime che occorre prevenire, per quanto possibile, mettendo in campo tutte le forze per la difesa contro lo spreco e la protezione di un bene preziosissimo primario come l’acqua.

La sua importanza dovrebbe prevedere ancor di più una serie di attività a breve, medio e lungo periodo che vanno : dalla sensibilizzazione contro gli sprechi, eliminazione delle perdite lungo le linee, controllo delle attività dei pozzi, spesso non autorizzati, manutenzione e difesa delle sorgenti e delle zone di assorbimento, con fasce più ampie, lotta agli incendi boschivi, causa di minore assorbimento sotterraneo, pianificazione territoriale responsabile contro cementificazione ed urbanizzazione scellerata, dettata spesso da sistemi di interesse, senza il minimo rispetto delle leggi e dell’ambiente, con controlli inesistenti o di facciata.
Per concludere ringraziamo ancora tutti gli speleo del CAI di Pescara, della Società Speleologica Italiana, di Roma e oltre, per il supporto che ci hanno dato nella pulizia e difesa del nostro mondo ipogeo che, come dimostrato, non è solo una bellezza sotterranea, ma un bene da cui dipende anche la nostra esistenza, sarebbe bene che ce ne rendessimo conto, senza arrivare all’emergenza e alle situazioni di crisi più profonda.