Cattedre negli atenei, corruzione e favori. Il rettore Betta: “Vigileremo per difendere la meritocrazia”

Notte dei ricercatori - L'intervento del rettore Giovanni Betta nella sede dell'Amministrazione provinciale

L’appuntamento con la Notte dei ricercatori, per la prima volta ospitata dal Palazzo della Provincia, è stato salutato con grande apprezzamento dal rettore dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Giovanni Betta.

La Notte europea dei ricercatori rappresenta un evento importante per Unicas?

“L’anno scorso organizzammo solo un evento, quest’anno ne abbiamo organizzati diversi. Giovedì un concerto che vedeva suonare contemporaneamente musicisti a Cassino e a Cosenza grazie alla fibra ottica e questa mattina (ieri mattina, ndr) i laboratori di ingegneria, aperti per i ragazzi delle scuole che hanno potuto toccare con mano la ricerca applicata. A Cassino, questo pomeriggio (ieri pomeriggio, ndr) giovani imprenditori si sono cimentati proponendo le loro iniziative di piccole imprese start up e poi una bella iniziativa che fa capire come la ricerca non sia solo scientifica e tecnica ma anche in ambito storico e sociale con una attenzione all’importanza che le donne hanno avuto nella storia della nostra Costituzione e della nostra nazione anche con questa idea molto stimolante di un gioco, oggi noi formatori dobbiamo saper usare molte carte, per fare un gioco di parole, dobbiamo saper innovare e il gioco è una buona carta”.

In questi giorni l’Università di Cassino, insieme a tutto il mondo accademico, è al centro di uno scandalo reso ancora più evidente dal fatto che siamo in un paese in cui la meritocrazia stenta a diventare un valore vero

“Sì veramente è stato un episodio quanto mai spiacevole sia per la portata così ampia a livello nazionale e sia per i toni che mettono in cattiva luce l’intero sistema nazionale universitario. Continuo ad essere convinto che ci sono, come questo episodio dimostra alcuni malcostumi, alcune nicchie in alcuni ambiti in cui mettere il nome prof. consente di ottenere vantaggi economici significativi. Questo, per fortuna, non è sempre vero. Ci sono tanti ambiti universitari in cui la meritocrazia è un valore, in cui anche chi non è ‘figlio di’ ha analoghe chance di arrivare. Purtroppo adesso sta a noi dimostrare con i fatti che quella sia l’eccezione e non la regola”.

Nel caso specifico, come rettore, ha preso un provvedimento nei confronti del docente?

“Sì, il discorso è nazionale e coinvolge circa una quarantina di professori su tutto il territorio. Ovviamente quelli maggiormente colpiti sono coloro che erano nella commissione nazionale tra questi un docente dell’università di Cassino per cui ci è stato notificato dalla Procura di Firenze un provvedimento di restrizione della libertà. A questo punto, scatta in automatico una sospensione con una riduzione al 50 per cento dello stipendio. Oggi (ieri, ndr) abbiamo ricevuto dal legale del professor Cipolla o da lui stesso non so bene una richiesta di aspettativa che verrà valutata dagli organi collegiali”.

Questa situazione particolare ha fatto emergere quella che è una paura di tanti giovani che magari non provano nemmeno certe strade e di fronte a chi ce la fa dicono “quello è il protetto del professore, quello è raccomandato”. L’Università di Cassino come fa a salvarsi da questo meccanismo e a dire “noi siamo corretti, noi siamo trasparenti”?

“Io mi sento di dire, ripeto quello che dicevo prima, nella maggior parte degli ambiti se si ha la volontà, se si ha valore, prima o poi, si emerge dove il prima o poi non dipende tanto dal fatto che tu possa essere sorpassato, superato da persone che meritano meno di te, ma semplicemente perché l’università, a volte, ha delle tempistiche imprevedibili. Usciamo da uno dei periodi più bui per l’università, in cui intere generazioni hanno dovuto aspettare perché ci sono stati blocchi di turn over e blocchi di assunzioni. Ripeto, con questo, non voglio affermare che non esistano situazioni in cui ci siano malcostumi e favoritismi, ma qualche volta c’è anche chi gioca l’alibi. Chi non riesce ad emergere si difende dietro l’alibi. Non voglio parlare di esperienze dirette, ma nel mio gruppo di Cassino ci sono persone che hanno i loro genitori spesso non laureati. Questo non vuol dire che non ci siano ‘figli di’, ma se viene rispettato, se viene consentito anche a chi non lo è di emergere, significa che a tutti è data la possibilità di poter accedere al mondo accademico. A questo punto, come rettore dovrò porre una maggiore attenzione a tutto quello che sarà il reclutamento, ancora di più di quanto non abbiamo già fatto”.

Sul fronte debiti? Superato tutto meravigliosamente?

“Meravigliosamente è una parola grossa, posso dire che lunedì pagheremo la seconda rata della rottamazione pari a 8 milioni e 300 mila euro. Questo risultato non è banale abbiamo avuto la garanzia dal Mef e dal Miur che sono stati predisposti gli atti legislativi che effettivamente consentono ai due ministeri di coadiuvarci nel superamento di questa vicenda. Ma è il lavoro di questi ultimi tempi non facili, ma sono ottimista”.

Chi sono i principali artefici del piano di rientro?

“Al piano di rientro hanno lavorato il professor Intrisano, o meglio, il personale tecnico coordinato dal professor Intrisano, ma dietro c’è un lavoro di squadra grande per costruire le modalità per affrontare la situazione. Abbiamo due grandi problemi, da una parte trovare le risorse per poter pagare il debito da restituire negli anni futuri e poi c’è la gestione del corrente che è tutelato dal piano di rientro. Una situazione non facile, ma, ripeto, sono ottimista”.

Paola Caramadre