Corteo Cgil a Roma, migliaia di adesioni dalla provincia di Frosinone

La delegazione di Frosinone

Il caldo torrido non ha fermato il popolo ‘rosso’ della Cgil. Due i cortei che hanno sfilato nelle strade di Roma per ricongiungersi in piazza San Giovanni, luogo simbolo delle manifestazioni sindacali. Gli iscritti alle diverse categorie dell’organizzazione, dalla Fillea allo Spi passando per la Fiom, hanno partecipato in massa alla manifestazione che si è svolta questa mattina nella capitale per far sentire un ‘no’ forte alla reintroduzione dei voucher da parte del governo.

In migliaia provenienti da ogni parte d’Italia hanno sfilato tra le strade di Roma sfidando anche il caldo torrido, che ha fatto registrare qualche malore, e tra i manifestanti anche molti dalle province di Frosinone e Latina. Il popolo della Cgil si è fatto sentire con bandiere, manifesti, striscioni e soprattutto attraverso i tamburi ‘suonati’ a ritmo di slogan anche da alcuni esponenti della Fillea Cgil delle province di Frosinone e Latina come Maddé Guglielmo che ha affermato: “E’ stato emozionante vedere piazza San Giovanni così piena. Non me lo aspettavo. Il popolo ‘rosso’ è tornato a farsi sentire. Per me questa manifestazione rappresenterà un ricordo personale. Dopo l’intervento del segretario Susanna Camusso ci siamo avviati per rientrare e mio figlio, che è ancora un bambino, mi ha guardato e mi ha chiesto quando ci sarà un’altra manifestazione pieno di entusiasmo. Ringrazio tutti i compagni e le compagne che hanno aderito al corteo e che non si sono lasciati dissuadere dal caldo”. Dal cassinate e dal frusinate sono partiti cinque pullman alla volta della capitale per partecipare alla manifestazione straordinaria indetta dal sindacato.

Il segretario Susanna Camusso nella lettera agli iscritti ha spiegato i passaggi che hanno portato al corteo: “Dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la Cgil presenta una proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilità solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la Cgil raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum e il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge. Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessità di non dividere il Paese. Di conseguenza decadono i referendum, che – ricordiamolo sempre – sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese. Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher. Ovviamente la nostra iniziativa non si ferma e solleveremo l’illegittimità di queste decisioni presso la Corte Costituzionale”.