Misteriosa schiuma bianca nel fiume Sacco a Ceccano

Sembrava un manto di neve, invece era l’ennesimo episodio di inquinamento del fiume Sacco. Tanti i residenti che hanno segnalato l’episodio sui social network, lamentando il pericolo per la propria salute e quella dei bambini, pubblicando le foto e video del fiume a Ceccano coperto di una densa schiuma bianca dall’origine ignota.

La polizia municipale ha prelevato campioni del materiale per analizzarlo.

I residenti si sono organizzati ed hanno creato il gruppo Facebook “Allerta inquinamento fiume Sacco: collaborate tutti”, per segnalare gli abusi e intervenire tempestivamente. È così che agli inizi del mese si è creata una Task Force per presidiare il fiume Sacco e poter segnalare le situazioni anomale e anche meno gravi di quella che si è verificata ieri sera. “Stiamo cercando di muoverci per sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le autorità preposte che devono necessariamente trovare una soluzione e individuare i responsabili. All’inizio di novembre c’è stato uno sversamento più lieve nel territorio del comune di Ferentino nel torrente Alabro che ha allarmato tutti”.

Sulla vicenda è intervenuta la parlamentare Ilaria Fontana “A gran voce e con fermezza vorrei ribadire la necessità di creare una task force interforze per la sicurezza e la vigilanza del fiume che possa operare in maniera permanente e coordinata per monitorare i tanti fenomeni di questo tipo che continuano ad accadere nel nostro territorio. Il 6 novembre ho richiesta al Prefetto l’attivazione di una task force specializzata e competente nella prevenzione, nei controlli e nel contrasto agli illeciti, anche estendendo l’appello di partecipazione ai lavori della Città Metropolitana di Roma e a tutti quei comuni, che si affacciano sul Sacco.

Dobbiamo scongiurare ulteriori attività inquinanti che avvelenano il nostro habitat attraverso l’impegno di tutti gli interpreti designati dalla legge a svolgere controlli come presidi di legalità.
Non possiamo più tollerare questi attentati al nostro ecosistema, abbiamo bisogno di far rispettare la legge garantendo la giusta pena agli autori.
Resteremo attenti per riuscire nel nostro intento, vigilare sull’ambiente spetta a tutti politica, cittadini, enti competenti e forze dell’ordine, solo coordinandoci tutti con professionalità daremo luogo ad attività mirate e concrete”.

Anche il sindaco di Pastena Arturo Gnesi è intervenuto dicendo che “Non è una pista da sci ma la superficie del fiume Sacco così come appariva qualche ora fa durante l’attraversamento della città di Ceccano.
Che qualcosa non va per il verso giusto è palese, che non sia normale è ovvio che non si sappia dove andare a parare è purtroppo scontato.
A sentire taluni non ci si deve allarmare, è un fenomeno talmente normale che sarebbe da preoccuparsi se accadesse il contrario.
Così la schiuma è come la puzza, fastidiosa, insolente ma assolutamente innocua.
Se così fosse e se non conoscessimo quanto accaduto al fiume Sacco nel secolo scorso potremmo dormire sonni tranquilli e immaginare che quel canfido manto schiumoso sia soltanto l’anticipazione delle luci e dei colori del Natale.
Invece sono le tracce indelebili di un inquinamento assassino che prepara macabri scherzi alle popolazioni che vivono lungo il fiume e non solo.
Bisogna sicuramente fare molto di più rispetto a quanto annunciato sinora. Tutti in campo, o meglio in acqua, per ridare dignità, decoro e rispetto al nostro territorio.
Allora perché per una prossima domenica di dicembre non organizziamo una ideale catena umana ritrovandoci su tutti i ponti che attraversano il fiume Sacco ?
Magari per un’ora, ad interrogarci su che razza di futuro stiamo costruendo e quando manca al punto di non ritorno.
Sarebbe una buona occasione per mettere gli uni al fianco degli altri, amministratori, associazioni e volontari per sottolineare che un
# fiume abbandonato equivale ad un #futuro avvelenato
Un primo passo per sensibilizzare le coscienze dei cittadini e per sollecitare chiunque abbia responsabilità e competenze a circoscrivere ed eliminare il problema.
L’idea è quella di vedere tanta gente che si riconcilia con il fiume intossicato ed inquinato.
Senza puntare i fucili contro nessuno ma guardando gli argini impauriti di un corso di acqua che è stato umiliato e tradito da una società che lo ha preso a calci nel sedere.
Un fiume che si mortifica per non poter mostrare la bellezza delle sue acque e che una coltre di schiuma insolente impedisce di guardare la sua profondità e il docile avanzare dei suoi flutti.
Allora dobbiamo dare coraggio a chi ha dato sostentamento e vita alle tante popolazioni che si sono affacciate alle sue sponde, dobbiamo abbracciarlo con la promessa di impedire che sciagurati o malfattori lo usino per disperdere o nascondere i propri affari illeciti.
Noi ci siamo e se l’intuizione è buona iniziamo a lavorarci già da domani mattina”.