Sulle tracce del nonno, capitano della 36esima divisione Texas, dallo sbarco di Salerno alla Winter Line

Il progetto narrativo di Michael Hotchkiss dal Cunneticut ai luoghi della battaglia di Montecassino

Documenti che hanno più di settant’anni, storie, e tante foto. E’ questo lo spunto del viaggio intrapreso dall’ingegnere Michael Hotchkiss, che da Milford, nel Connecticut, è arrivato in Italia e in questi giorni si trova a Cassino.

Ci incontriamo all’Aroma Cafè ad Ausonia e subito l’entusiasmo è tanto. Nonostante il mio inglese all’inizio un po’ stentato ci capiamo perfettamente e davanti ad un caffè inizia a raccontarmi la sua storia.

Il capitano Ralph R. Hotchkiss nella sua amata Jeep “Jim and Josie” (fonte winterlinestories.com)

La storia dell’intraprendente ingegnere del Connecticut inizia ben prima della sua nascita, ovvero nei primi anni ’40 quando suo nonno, Ralph R. Hotchkiss, è arruolato nell’esercito statunitense diretto Oltreoceano. Nel 1943 il capitano Hotchkiss, della 36esima divisione T-Patehers del Texas, dopo una sosta in Nord Africa sbarca a Salerno. Il compito del nonno di Michael è molto particolare, infatti gli viene assegnato l’incarico di gestire il rapporto con i media e i corrispondenti di guerra che si trovavano in Italia. Il capitano si impegna molto nel suo ruolo e tutto quello che accade durante la difficile risalita attraverso l’Italia. Lettere, documenti e rapporti militari, il tutto corredato da decine di foto scattate da egli stesso.

Il capitano Hotchkiss descrive gli incontri che fa e le storie che vive o delle quali è testimone. Chiedo a Michael se con il nonno c’erano anche John Huston, e Ernye Pyle e mi risponde di si, e aggiungendo che a Ralph Pyle non era molto simpatico. E poi c’è la storia d’amore tra una ragazza di San Pietro Infine e un soldato che ha trovato poi la morte a Cassino, alcune foto con i soldati tra la lava del Vesuvio. Il capitano Hotchkiss descrive l’avanzata dell’esercito lungo la Winter Line e si sofferma nel descrivere i paesi che incontra, Ausonia, Cassino, San Pietro Infine, Venafro.

E poi ci sono le fotografie in bianco e nero, impeccabili scattate dal capitano e i documenti, battuti a macchina, dei suoi rapporti. Un materiale vasto che accende la fantasia di Michael che, a sua volta, si documenta da lontano, studia, traccia percorsi, analizza le mappe fino a quando non si sente pronto ad affrontare il viaggio vero.

Oggi, Michael sta ripercorrendo il percorso di suo nonno dallo sbarco nel golfo di Salerno fino a Roma, accompagnato dalle fotografie e dai testi del capitano Hotchkiss. Sta ricostruendo un legame, sta dando continuità alla storia. Molte delle foto sono inedite e le storie di nonno Ralph stanno per prendere vita in un libro scritto dal nipote Michael. In totale saranno quattordici racconti legati ai luoghi della Winter Line. Un progetto fatto di memoria e di curiosità sospeso tra passato e presente.

Antonio Nardelli

maggiori informazioni sul viaggio di Michael e sul suo progetto:

http://winterlinestories.com/

https://michaelfhotchkissblog.com/

https://www.polarsteps.com/MichaelHotchkiss/289346-italy-winter-line-stories-project?s=2d4c2400-4a86-4599-8839-f0eee037f166

Michael Hotchkiss e Luciano Bucci, presidente dell’associazione Winterline dopo la visita dell’ingegnere al museo Winterline di Venafro