Da Casa Matteotti a Casa Pertini le Sardine si fermano a Cassino per l’emergenza abitativa

Un nutrito gruppo di diciottenni con indosso le magliette rosse con lo slogan – selfie + politica è arrivato a Cassino domenica sera insieme ai più ‘grandi’, anagraficamente, Mattia Santori e Jasmine Corallo, diventati ormai volti noti anche ai non addetti ai lavori come portavoce del movimento delle Sardine.

Il luogo dell’appuntamento il parcheggio di un centro commerciale e ad accogliere il gruppo Paolo De Magistris, attivista per i diritti umani al fianco dei migranti, e Rino Tarallo, esponente dell’Asia Usb e Felix Adado poeta e promotore culturale e Vera Cavallaro attivista e perfomer che ha voluto salutare i ragazzi.

In questi giorni, ha spiegato Santori, le Sardine sono in tour attraverso l’Italia dei territori al voto e l’unica digressione in questo viaggio alla scoperta delle realtà alle prese con le elezioni è stata la città martire.

Il motivo? Ha dell’incredibile.

Qualche settimana fa, in occasione degli Stati generali popolari a San Giovanni a Roma, Rino Tarallo e i portavoce del movimento delle Sardine si sono incontrati mostrando, l’uno diffidenza, gli altri una discreta curiosità per questa città di provincia dell’entroterra laziale al confine con Campania e Molise. Alla fine, attratti dall’esperienza cassinate per il diritto all’abitare il gruppo delle Sardine ha deciso di fare una sosta nella città che non ha appuntamenti elettorali nell’immediato con il solo scopo di conoscere l’esperimento delle case cantoniere e di una ex scuola assegnate all’emergenza abitativa nel 2013 dopo una lunga battaglia fatta di occupazioni e atti di protesta.

Tarallo ha guidato il gruppo nella casa di via Casilina sud dove le famiglie residenti hanno aperto le porte di quella che è ormai la loro casa raccontando di quanto sia stato difficile ottenerla, dei mesi trascorsi a dormire in macchina e delle perplessità, delle incertezze di fronte a porsi in prima persona nella lotta per il diritto alla casa, del silenzio della classe politica che dopo sette anni non è intervenuta e soprattutto non ci sono ancora risposte per gli alloggi di edilizia popolare progettati ormai da troppo tempo e non ancora realizzati. I ragazzi sono rimasti colpiti dall’orto realizzato nello spazio di pertinenza della casa. Di tutt’altro tenore l’incontro nella scuola dismessa di Cappella Morrone assegnata ad Asia Usb per l’emergenza abitativa e lì a Cappella Morrone è tutto emergenza. Il murales all’ingresso “We are home” traduce al meglio la situazione di Vincenzo, Petrus e tanti altri che in quella struttura hanno trovato una casa trasformando e adattando una scuola di campagna ad alloggio.

Anche se tra infiltrazioni d’acqua, mancanza di riscaldamenti e un solo bagno comune, la struttura finisce con il somigliare sempre di più ad un ricovero d’emergenza in cui si incrociano tante altre emergenze come il disagio sociale e la disabilità. Uno scambio di esperienze, i giovanissimi del tour delle Sardine incuriositi e anche provati da una situazione così precaria che si sono misurati con interviste, raccolta di dichiarazioni dei residenti.

Meno selfie più politica, il motto del tour da Casa Matteotti a Casa Pertini sembra un modo per raccogliere esperienze lungo la strada, positive, fallite, in costruzione, in dismissione, modi di fare politica sui territori, qualche progetto ben riuscito, qualche idea accarezzata con nostalgia.

foto e testi di Paola Caramadre e Antonio Nardelli