Donne in prima linea, il prefetto Emilia Zarrilli: “Vi spiego perché farsi i fatti propri non è una virtù”

Farsi i fatti propri non è una virtù. Il prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli, è una donna in prima linea.

Una vita nelle istituzioni affrontata con il suo temperamento forte dove la disponibilità si intreccia al rigore.

Poco legata ai formalismi, più incline a rispondere al telefono direttamente, sempre pronta a dare risposte e a capire le situazioni.

In questi anni trascorsi in provincia di Frosinone ha affrontato tante questioni aperte sul tavolo della Prefettura.

Dalla grave crisi occupazionale all’emergenza ambientale. E lo ha fatto senza mai lasciarsi intimidire o mostrare un accenno di cedimento.

Una donna che ha un ruolo centrale nelle Istituzioni non ha vita facile, tanti aneddoti che ci ha raccontato a margine dell’intervista, rivelano la serpeggiante diffidenza di genere che purtroppo c’è ancora.

Spesso ne ha riso lei per prima usando l’ironia e quel suo piglio caratteristico.
“L’iniziale diffidenza iniziale veniva superato anche con un sorriso”.
Un carattere di ferro nascosto sotto l’atteggiamento bonario. Ha vissuto tanti cambiamenti culturali e sociali che hanno riguardato il mondo femminile e in molti casi è stata un’antesignana e una precorritrice dei tempi in rapido mutamento.

Ma c’è ancora molto da fare per una reale parità di genere.

“La piccola imprenditoria molto spesso è al femminile, le donne hanno voglia di riscatto, sanno lavorare di più. Credo molto nella forza delle donne e nella loro capacità di evolversi. A difesa delle donne e dell’economia mi auguro che venga incentivata una imprenditoria al femminile e spero che anche le banche aprano maggiori condizioni di credito”.
“Quando sono arrivata a Frosinone – ci ha raccontato – ho trovato una realtà complessa dove ‘farsi i fatti propri’ era quasi un valore. Bisogna essere responsabili e corresponsabili di un territorio. Non è così, non può essere così. Farsi i fatti propri significa non alimentare pettegolezzi, ma anche voltarsi dall’altra parte, significa non denunciare, non voler vedere e invece dovrebbe essere il contrario. La legalità passa anche attraverso il senso di partecipazione, passa anche attraverso prese di posizione. Non possiamo continuare a farci i fatti nostri altrimenti si finisce con il consentire l’avvelenamento di un territorio. In senso materiale, qui in provincia di Frosinone, e in senso morale. E’ arrivato il momento di guardare in faccia alle cose, di scrollarsi di dosso quell’apatia e quel senso di paura. Farsi i fatti propri non è una virtù. Non bisogna avere remore nei confronti delle istituzioni pubbliche, parliamone insieme, condividiamo. Il problema va affrontato subito, non va incancrenito, a farne le spese saranno i cittadini”.