Elezioni amministrative 2017 – Forza Italia esulta, il PD fa i conti

Un dato di fatto. Le elezioni amministrative del 2017 in provincia di Frosinone hanno lasciato emergere almeno due dati rilevanti. In Ciociaria, non solo il centrodestra gode di buona salute, ma vince anche a mani basse. Nel capoluogo non c’è stato bisogno del ballottaggio e Nicola Ottaviani è stato riconfermato sindaco con numeri schiaccianti. E il centrosinistra? Citando le pagelle scolastiche d’altri tempi, “si applica, ma non si impegna abbastanza”. Il PD così afflitto dalle beghe interne non si accorge nemmeno di essere in gioco. Sembra quasi che abbia sbagliato campo di battaglia.

Il centrodestra esulta, soprattutto Forza Italia, e il coordinatore provinciale Pasquale Ciacciarelli è convinto che la formula vincente sia stato il gioco di squadra. “Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che il partito di maggioranza del centro destra, Forza Italia, ha portato a casa un risultato formidabile. Abbiamo – sottolinea con orgoglio – letteralmente spazzato via il Partito Democratico dalla città di Frosinone, che ha una pattuglia di senatori, deputati, consiglieri ed assessori regionali, presidente della Saf, presidente dell’Asi, posizioni che potevano permettere al partito di radicarsi fortemente nella città.

Ad essere stato premiato non è soltanto Nicola Ottaviani, ma l’intera coalizione di centro destra. Forza Italia ha dimostrato che uniti si vince, portando a casa un grande risultato.

Il modello Frosinone sta portando avanti una serie di vittorie, pertanto deve assolutamente essere preso come esempio a livello regionale e nazionale. Sono consapevole che in queste ore il risultato ottenuto è sotto gli occhi del presidente Berlusconi e non bisogna sottacere l’encomiabile ed infaticabile lavoro che questa squadra di persone, che compone il coordinamento provinciale, con in testa i dirigenti del partito provinciale, in questi anni ha collezionato una serie di grandi successi. Credo che sia giunto il momento di riuscire a capitalizzare i successi portati avanti su questo territorio. Vorrei ricordare accanto alla vittoria di Ottaviani a Frosinone, la vittoria collezionata su Piedimonte San Germano con l’elezione a sindaco di Gioacchino Ferdinandi, dirigente provinciale di Forza Italia, la vittoria di Picinisco con Marco Scappaticci, anch’egli dirigente provinciale Forza Italia, la vittoria di Pofi con Tommaso Ciccone, altro dirigente provinciale Fi, l’ulteriore vittoria ottenuta grazie all’intelligenza della squadra di governo di San Giovanni Incarico con l’elezione dell’ingegner Fallone.

Rispetto ad altri momenti storici, quello che stiamo vivendo è un momento molto complesso per il partito provinciale e per il centro destra provinciale. È importante capire che mediante un’ottica di unità possiamo essere determinanti nella nostra provincia di Frosinone, e quindi a dettare le regole anche per le future tornate elettorali, non facendo opzionare da Roma i candidati per la Camera e per il Senato e cercando di trovare persone del territorio, ancorate al territorio, che ne conoscano le esigenze mediante un filo diretto con gli elettori. L’offerta politica messa in campo è stata determinante ed i cittadini hanno pienamente compreso cosa stiamo facendo in provincia da anni. La squadra di governo formatasi dal 2014 ad oggi ha dimostrato un grande senso di unità,  coesione, e questa è la fase giusta per ricomporre  e rafforzare lo scacchiere provinciale delle amministrazioni locali, degli enti locali, e lo abbiamo fatto con grande determinazione, portando a casa risultati importanti su tutti i comuni andati al voto”.

E nel centrosinistra si fanno i conti. Non sulle schede scrutinate, ma quelli metaforici che invocano una resa dei conti. Ora, non alle prossime elezioni. Il consigliere regionale Marino Fardelli, ormai esponente di spicco del Pd Cassinate si sfoga con una certa amarezza.“Il risultato della provincia di Frosinone è senza attenuanti per il Pd. E’ evidente che il centrosinistra non ha corso unito, che ha commesso errori non recuperabili nonostante i candidati sindaci abbiano lottato con coraggio e convinzione fino all’ultimo. Mi complimento con ciascuno di loro per il lavoro svolto in queste settimane ma è evidente che non sono stati supportati da un partito che, troppo concentrato su se stesso, ha perso di vista gli obiettivi. Il deludente risultato riflette una situazione di sofferenza che mette a nudo le criticità che vive il partito sul territorio provinciale dove la dimensione politica del centrosinistra si appiattisce sulle questioni tutte interne. Nessun segnale di quel fragile dialogo è arrivato alle persone. Troppo flebile la distensione e troppo forte ancora l’eco dei risultati di Cassino e Sora dello scorso anno che, a quanto pare, non hanno fatto scuola. Così come è evidente che nei territori non sono arrivati tutti quei cambiamenti messi in atto dalla Regione Lazio del Presidente Nicola Zingaretti. Sanità, trasporti, lotta agli sprechi pur rappresentando delle vere e proprie rivoluzioni, solo per citare alcuni dei temi più sentiti, non sono stati premiati dai cittadini che, a ragione, vivono con più attenzione le forti criticità di tutti i settori piuttosto che quel miglioramento che pure c’è stato eccome. Forse è mancata l’efficacia del messaggio che passa tra la Regione e i territori, quel filo diretto con i cittadini che passa solo attraverso chi gira ogni giorno in lungo e in largo questa provincia e che ci mette sempre e comunque la faccia, anche quando tutto sembra non recuperabile come questo risultato elettorale dimostra.

Sono convinto che sia soltanto un fase politica dura, difficile ma assolutamente superabile. Ora dobbiamo guardare a ciò che di buono il centrosinistra è stato capace di produrre, al proprio bagaglio di esperienza politica ed amministrativa, al fervore con il quale affronta le sfida e alla capacità incredibile di ripartire dopo qualsiasi sconfitta. A questa forza dobbiamo guardare, avviando una fase si di confronto e di autocritica, ma che sia la più breve possibile. Perché il tempo di guardare sempre e solo all’interno del partito è una fase da superare. La realtà vera, è fuori dalle sedi, fuori dalle stanze dei partiti. Non possiamo più rischiare di avvilupparci su questioni che non interessano i cittadini, che mettono in difficoltà i sindaci, che allontanano il partito dai territori. Auspico l’inizio di una grande fase di lavoro perché quando il Pd ripiega su se stesso in una logica di potere e concepisce il tutto come una sommatoria di macchine elettorali fallisce la sua missione. Il partito è consapevole delle difficoltà e, tutti, ci assumiamo il peso della sconfitta. Ci attende quindi un impegno serio con la consapevolezza che occorre una svolta, uno scatto forte, una sterzata che faccia fuoriuscire dalla logica dei gruppi con la consapevolezza che le correnti rendono asfittico il dibattito e soprattutto allontanano i cittadini”.

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