Domani a Veroli la festa della Madonna addolorata

Sabato 15 settembre a Veroli sarà celebrata la festa in onore della Madonna Addolorata. Nel pomeriggio, alle ore 18.00, la recita della Corona septem dolorum beatae Mariae Virginis, o più comunemente Corona dell’Addolorata: una delle manifestazioni di pietà verso la Mater dolorosa più care alla confraternita e a quanti vivono della sua spiritualità. Alle 18.30 sarà celebrata la Santa messa al termine della quale seguirà la processione per le vie del paese accompagnata dalla banda della città di Veroli. Due cordoni di fedeli in un clima di silenzio e meditazione accoglieranno l’uscita della statua della Madonna Addolorata dalla chiesa della Santissima Annunziata, una suggestione antica che si ripete da oltre due secoli. Due secoli di storia, di culto, di fede. Poco si sa delle origini della statua che continua a raccogliere a sè centinaia di fedeli, di quella Madre Addolorata dal volto bello e dagli occhi tristi e trasparenti che apre al mondo con speranza e redenzione. In realtà si presume che un’altra effige dell’Addolorata fosse già presente a Veroli perchè nel ‘Registro Pia Unione dell’Addolorata’ 1798-1868, un documento del 1817 attesta che i “Festaroli” della confraternita commissionarono una nuova statua dell’Addolorata “fatta lavorare in Napoli di altezza palmi sette Romani della valuta di circa 22,17 scudi”. Non è certo neanche l’autore. C’è chi l’attribuisce al Verzelli. Il primo a parlare del Verzelli fu Mons. Adolfo Brocchi che in un libello dal titolo “Brevi notizie storiche della Chiesa della SS. Annunziata…” affermò che l’opera sia stata scolpita “…sembra, dallo scultore Verzelli”. L’unica certezza è che da quel lontano 28 Marzo 1817 quando “ una nuova statua di M.a SS.ma Addolorata, con veste di lama paonazza guarmita di gallone e merletto, con anta d’oro buono, una spada imprunita con manico di metallo indorato, un manto di nobiltà torchina guarnito intorno di merletto d’argento buono” fece ingresso nella città, ogni anno il germe di quell’amorosa attenzione verso il mistero della Vergine Addolorata cresce negli animi dei fedeli. Veroli si stringe intorno a quel suo volto universale, oggetto di rinnovato amore nell’avvicendarsi dei giorni e dei secoli, con la devozione che cura ogni cosa, con il silenzio e la preghiera che insegnano a tessere la vita e con la struggente pietà per quell’antico supplizio secondo l’ammonimento del Siracide “Non dimenticare i dolori di tua madre”.
Monia Lauroni