Presentato alla Radicosa il libro di Lino Forte “Dagli Appennini alle Ande”

Commozione, identità territoriale e letteratura dilettale di altissimo livello. Sono stati questi gli ingredienti della serata che a San Vittore del Lazio l’amministrazione comunale ha voluto dedicare, assieme ad uno studioso locale e ad ospiti di pregio assoluto, alla figura di Lino Forte, poeta e residente della località montana Radicosa che ha visto la sua produzione in versi raccolta nel meraviglioso libro “Dagli Appennini alle Ande”. L’occasione è stata ideale per una panoramica dei sentimenti a tutto tondo, che ha coinvolto sia la figura del sanvittorese che gli afflati di una terra ricca di tradizioni e fiera delle sue radici. “Abbiamo due motivi per celebrare questo momento – ha esordio una visibilmente commossa sindaca Nadia Bucci, anch’essa originaria della Radicosa – il primo, legato alla figura di Lino come poeta di grana finissima, il secondo che prende piede proprio da questa terra, oggi pù che mai fucina di un orgoglio ritrovato per aver dato i natali al nostro caro Lino”. L’intervento della prima cittadina ha preluso quello del vero mattatore della serata, il professor Luigi Matteo, autore del libro, fierissimo “radicosaro” e vera fucina di ricordi, aneddoti e fini speculazioni letterarie, nonché primo ad avviare una corrispondenza con Forte, emigrato da anni in Sud America e al tempo già in limine vitae, per raccogliere le sue fatiche letterarie e cogliere i tormenti dell’emigrato che per la sua terra prova una lacerante nostalgia. Una nostalgia che, unita alla connotazione dei monti che ne alimentarono il fuoco, alle annotazioni sull’identità storica del luogo ed all’anailisi dell’altissima cifra stilistica ed emozionale delle sue poesie in dialetto locale, hanno connotato gli interventi a seguire di un parterre di ospiti di pregio assoluto: il professor Vittorio Casoni, l’architetto Maurizio Zambardi, presidente dell’associazione sapietrese “Ad Flexum”, il professor Aldo Cervo ed il docente universitario Gaetano De Angelis Curtis, tutti autori di interventi che hanno arricchito l’evento con “perle” mirate e miranti a delineare uomo, poeta, società e contesto secondo prospettive caleidoscopiche e fascinose. Ad intervalli, parenti di Forte e lettori hanno declamato, rigorosamente in dialetto, alcuni fra i versi più rappresentativi dell’autore, in presenza degli ex compagni di collegio dello stesso. Toccantissimo, quasi elegiaco, il momento in cui a dare lettura delle rime bucoliche in vernacolo dell’autore è stata la stessa sindaca. Un goloso momento di convivialità, con prodotti tipici, ha chiuso una serata estiva in cui, alla malinconia del ricordo dell’uomo, si è sommata la gioia della (ri)scoperta del’autore