Fiotech – Viola: “Crediamo nella giustizia e le giuste cause non ci spaventano”

“Non possiamo non raccogliere la richiesta degli abitanti di Via Cerro antico che da un giorno all’altro si sono trovati catapultati, loro malgrado, in una vicenda che sembra inverosimile.
Vorrei vedere se il caso fosse successo in un luogo dove un politico regionale, provinciale o comunale avesse avuto casa sua!!! Questa è l’affermazione ricorrente, quasi fosse un tragico mantra, fra i cittadini della zona Cerro”.

Lo comunica Laura Viola, Vice Coordinatrice di Forza Italia.

“Gente che improvvisamente scopre che tutto ormai è protocollato, approvato, stabilito, timbrato e a breve anche archiviato, proprio dove pensavano di condurre una vita in tranquillità respirando aria pulita saranno invece costretti ad accettare e subire l’apertura di uno stabilimento di lavorazioni di circa 60000 tonnellate l’anno di rifiuti ospedalieri infettivi e non infettivi , non meglio precisati, pericolosi e non pericolosi.

L’area “sembra” essere a destinazione industriale “dalle carte”, ma di fatto é una zona residenziale/agricola per la presenza di molte abitazioni e famiglie.

Molti hanno costruito casa investendo tutti i loro risparmi ed ora stanno pensando di mettere in vendita i sacrifici di una vita avendo scoperto all’improvviso che proprio a pochi passi dal proprio cancello sorgerà  “d’imperio” questo impianto, praticamente dentro casa.

La beffa é che dal 2011, tempo della presentazione della V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) presso gli enti preposti Regione, Provincia e Comune soltanto nel 2016 a conclusione dell’iter autorizzativo i residenti lo hanno scoperto, per caso e grazie alla meritoria attività di monitoraggio e denuncia di un giornalista instancabile e coraggioso.

Nel 2011 l’azienda in questione, pubblica su una testata giornalistica nazionale progetto e studio di impatto ambientale come se d’obbligo e proprio in quel giorno i residenti di Via Cerro Antico e tutti i cittadini di Cassino avrebbero dovuto acquistarlo per conoscere il fatto.

Questa possibilità, (per carità prevista per legge), a mio avviso sembra assolutamente inopportuna ed insufficiente per informare i residenti di un progetto d’installazione di un’attività così delicata, ritenendo senza dubbio una modalità più idonea e trasparente (ed anche questa prevista per legge) quello di inviare raccomandate con avviso di ricevimento ai residenti e a tutti i cittadini di Cassino, al fine di metterli in condizione di esperire eventuali ricorsi nei tempi previsti e non esserne tagliati fuori così com’è avvenuto.

Mi chiedo come sia stato possibile che nessuno mai abbia verificato e constatato, siano essi politici regionali, provinciali e comunali dell’epoca , la realtà del luogo che di fatto é un luogo residenziale anche se incredibilmente nella V.I.A. ( Valutazione di Impatto Ambientale) presentata si affermi che in tale luogo ci siano “3 o 4 case sparse”, in realtà tali case cosidette sparse, ammontano a ben 52 abitazioni (all’epoca della richiesta erano 50) e molte di queste comprendono ancora oggi 2 nuclei familiari, in sostanza una frazione bella e buona altro che case sparse.

Di più nella V.I.A. si dichiara che a due 2 chilometri di distanza non ci siano strutture sensibili ma sembrerebbe invece che in tale spazio (proprio come dichiarato da chi ci vive e conosce bene la situazione) c’é un edificio scolastico, sette strutture ricettive, una caserma dei vigili del fuoco, tre aziende agricole di cui una di carni pregiate (hangus-chianina).

Da una piccola lettura di un semplice documento si evince che probabilmente gli enti preposti non abbiano controllato la situazione così come descritta nella VIA perché se avessero fatto ciò, avrebbero avuto già un elemento per bloccare questa autorizzazione.

Continuo a ritenere che quando si svolge un lavoro di qualsiasi genere, istituzionale o non, lo si debba fare con correttezza e in modo professionale perché a volte si creano situazioni in cui proprio chi deve essere tutelato, come in questo caso, paghi lo scotto di un’inerzia come sembra sia stata in questo caso.

Comunque noi non staremo a guardare e continueremo a perorare la causa di queste famiglie che avevano il diritto quantomeno di sapere cosa stava avvenendo (e ripeto non da un giornale ma con comunicazioni chiare e precise) nel loro rione e utilizzeremo tutti gli strumenti in nostro possesso per aiutarli ad uscire fuori da questa situazione.

Aggiorneremo di volta in volta per ciò che riusciremo ancora a scoprire cosicché si capisca come sono state quantomeno condotte le procedure perché noi crediamo nella giustizia e le giuste cause non ci spaventano”.