Fontana Liri – Niente prima media, mancano gli iscritti.

Luigi Bianchi, consigliere comunale di Fontana Liri, lancia l’allarme sulla possibile soppressione della prima media a causa della mancanza di iscritti.

“Se davvero la prima classe della scuola media di Via Nicola Parravano dovesse essere chiusa per mancanza di numeri, sarebbe una cosa gravissima per la città di Fontana Liri. Questo non deve accadere perché la migrazione dei nostri ragazzi verso plessi di altri paesi quali Arpino oltre che poco pratico costituirebbe un enorme disagio per le famiglie fontanesi con conseguente aggravio di spese, tempo, difficoltà di trasporto, oltre che una perdita economica per il paese”.

E’ il grido di allarme lanciato dal consigliere comunale di Fontana Liri Luigi Bianchi che interviene sulla situazione che sta mettendo in agitazione molti genitori a causa della soppressione della prima classe della scuola media dovuta alla penuria di iscrizioni registrata quest’anno.

“Se fino a poco tempo fa si erano raggiunte iscrizioni a sufficienza affinchè la classe si formasse, ora al momento dell’inizio del nuovo anno scolastico diversi genitori, in primis compresi anche alcuni amministratori, hanno deciso di chiedere il nulla osta per trasferire i propri figli in altri istituti scolastici.

Chi amministra un paese dovrebbe essere da esempio contribuendo al mantenimento delle strutture scolastiche e qualora si verificasse un problema deve affrontarlo e battersi per risolverlo. Invece a Fontana Liri accade il contrario.

A questo punto l’amministrazione comunale con il sindaco Sarraco deve spiegarci le motivazioni che si celano dietro queste decisioni, che hanno convinto altre famiglie ad optare per le stesse scelte. Se all’incapacità di gestire una tale questione si aggiunge l’incapacità di rinnovare anche il servizio del pulmino per i nostri ragazzi credo che qualcosa in questa governance non funzioni come dovrebbe.Quando manca il senso civico e l’amore per le future generazioni si lascia morire il paese, minando la sopravvivenza di chi lo abita.

E’ necessario intervenire immediatamente intraprendendo qualsiasi azioni utile alla sopravvivenza della scuola affinchè la classe non venga soppressa. Per quel che mi riguarda mi rendo disponibile ad intraprendere qualsiasi azione necessaria a sostegno del plesso di via Parravano perché è giusto che ai nostri ragazzi, che desiderano andare a scuola nel proprio paese, vengano garantite le lezioni. Chiudere una scuola e non garantire la sua operatività è fermare il cuore di chi la ama”.