Frosinone – Nicola Ottaviani apre la campagna elettorale

Nicola Ottaviani
Nicola Ottaviani all'apertura della campagna elettorale

Si è tenuto a largo Turriziani, nel centro storico di Frosinone, il primo comizio della campagna elettorale del sindaco in carica, Nicola Ottaviani. Sul palco, ricavato dal pianale di un furgoncino, Nicola Ottaviani ha invitato alcuni dei candidati presenti a dare un indirizzo di saluto ai cittadini intervenuti che, circa in 500, hanno presenziato all’evento che costituisce appunto, il primo dei 30 comizi in programma. “L’iniziativa di stasera – ha dichiarato il sindaco, Nicola Ottaviani – costituisce il primo di una serie di incontri sulle piazze che faremo in tutta la città, in cui parleremo della vita di tutti i giorni dei cittadini, delle opere realizzate da questa amministrazione e del nostro programma futuro. Ciò che, in questi giorni, ha infastidito gli interlocutori degli altri schieramenti è il fatto che stiamo mostrando la città, com’era prima e come è oggi, dopo cinque anni di interventi in ogni settore dell’amministrazione, dalla cultura, ai lavori pubblici, al sociale. A volte non servono cento parole, bastano cento immagini e lo dimostriamo con foto e immagini ai nostri cittadini, documentando come, in questi anni, l’amministrazione abbia realizzato o sbloccato opere pubbliche prima ferme, che oggi appartengono alla gente di Frosinone. Altri avrebbero potuto o dovuto realizzarle negli anni passati, ma si è preferito parlarne piuttosto che passare all’azione. Noi, invece, con la concretezza che ha contraddistinto la nostra amministrazione, le abbiamo portate a termine. Dopo la frana del viadotto Biondi – ha proseguito – dalla Regione Lazio fecero sapere che in qualche mese avrebbero posto rimedio al disagio dei cittadini di Frosinone. Così non è stato, a differenza dei lavori eseguiti, invece, tempestivamente, dalla Pisana a seguito della frana verificatasi a Roma nord nel 2014. Dopo anni di attesa, il municipio di Frosinone è stato costretto a intervenire, costruendo il ponte di Bailey, un’opera pubblica a prova di chiacchiere, in due mesi, con risorse soltanto comunali. Per quanto riguarda l’impianto al Casaleno, invece, la storia andava avanti dal 1974, anno in cui l’idea di questa struttura fu attivata dal sindaco Pesci. Dopo 40 anni, finalmente, abbiamo messo fine a quello che sembrava un sogno irrealizzabile e alcuni hanno avuto il coraggio di dire che abbiamo sperperato denaro pubblico per farlo. Abbiamo utilizzato denaro pubblico, sì, per la collettività, non certo per noi stessi. Oggi, molte compagini societarie delle serie maggiori vengono, da tutta Italia, al Casaleno per capire come sia stato possibile realizzare un impianto di ultima generazione mediante la collaborazione pubblico-privato. Altri, poi, volevano far scendere 130.000 metri cubi di cemento sul Matusa, con sette nuovi palazzi: oggi, a loro dà fastidio il cambio di rotta che abbiamo impresso a quest’opera, che diventerà il più grande parco pubblico realizzato, nell’Italia centrale, dal dopoguerra a oggi. Sono arrivati a denigrare lo stadio, tentando di denigrare chi, insieme alla famiglia Stirpe, ha realizzato questa partnership tra il pubblico e privato, i cui lavori termineranno il 30 giugno, come da previsione, mentre altri, mentendo, si erano addirittura inventati la barzelletta della nostra volontà di inaugurare la struttura il 10 giugno, il giorno prima delle elezioni, con i lavori ancora in corso. La verità è che noi abbiamo rotto gli equilibri che, prima, erano decisi solo all’interno di certi salotti importanti, oggi polverosi e démodé, della nostra città. Noi, invece, abbiamo restituito il capoluogo ai cittadini che vivono nel territorio. Abbiamo risolto il contratto con Acea, dopo 13 anni di disservizi: eppure, nessuno dei nostri interlocutori ha il coraggio di affrontare l’argomento, per evidente timore reverenziale nei confronti del gestore romano. Per il futuro, completeremo il nostro programma relativo al centro storico, che prevede la riqualificazione dei Piloni, nei quali troveranno spazio artigiani e prodotti a km 0, e il mercato coperto nel Multipiano. Proprio al centro storico abbiamo realizzato un vero e proprio polo culturale, con l’acquisto di due teatri comunali, il Nestor, con le sue stagioni invernali di spettacolo dal vivo accessibili a tutti, e il Vittoria, che presto sarà a disposizione degli studenti dell’Accademia, che già concorrono a portare economia e vivacità in questa zona del capoluogo e che possono vantarsi di studiare in una delle cinque sedi più belle d’Italia, quale è il palazzo Tiravanti, la prima sede stabile dalla fondazione dell’istituto d’arte. Vorrei infine – ha concluso il sindaco – sottolineare la presenza, qui nel centro, delle fioriere collocate ovunque e della pubblica illuminazione rinnovata col led artistico. Il bello dà serenità a chi lo guarda, a chi lo vive, non solo perché è segno di decoro urbano e attenzione all’ambiente, ma anche perché favorisce la socializzazione e l’aggregazione”. Infine, il sindaco si è soffermato sui movimenti di antipolitica che tanto spazio e tanti proseliti sembrano aver trovato altrove: “A Frosinone abbiamo dato il buon esempio: con il progetto Solidiamo, siamo gli unici in Italia ad aver ridotto del 50% le indennità degli amministratori, risparmiando, in 5 anni, 750.000 euro. Denaro, questo, che è stato sottratto ai politici perché ne potessero fruire i giovani, con le borse di studio, e gli anziani, che così hanno avuto l’opportunità di compiere visite in giro per l’Italia, nelle città d’arte e nei musei. E’ vero, siamo diversi da tutti i nostri interlocutori – ha concluso – e continueremo ad esserlo per altri 5 anni”.