Gli scacchi rendono i bambini più intelligenti

Torino – “Gli scacchi rendono i bambini più intelligenti se vengono insegnati secondo il criterio giusto” ad affermarlo è il professor Trinchero dell’Università degli Studi di Torino che ha studiato per tre anni gli alunni di alcuni istituti scolastici italiani e spagnoli che, insieme ad altri tedeschi non oggetto d’indagine scientifica, sono stati esposti al modello di insegnamento proposto dal progetto Castle.

Un progetto europeo che, all’interno del programma Erasmus+, ha messo insieme istituzioni scolastiche e società scacchistiche delle tre nazioni europee partecipanti: Italia, Spagna e Germania. Oltre, naturalmente, all’Università di Torino. Gli scacchi sono stati trasmessi ai bambini tramite tre modalità: i giochi sulla scacchiera gigante, gli scacchi a tavolino e la casa del gatto Vittorio, popolare software per l’insegnamento del gioco ai più piccoli.

Alessandro Dominici, presidente della società Alfiere Bianco di Savigliano, in provincia di Cuneo, rappresenta il motore principale dell’iniziativa. Dominici, infatti, oltre ad essere riconosciuto come colui che è stato capace di far crescere a dismisura il movimento scacchistico scolastico piemontese, è fermamente convinto dell’importanza dell’individuazione di un metodo “standard” che permetta la diffusione degli scacchi su scala nazionale.

Della forza di questo metodo, ovvero degli scacchi “da palestra” su scacchiera gigante, ne è convinto anche Kevin O’Connell presidente della commissione “Scacchi a scuola” della Fide (Federazione internazionale degli scacchi).

Nel servizio, in allegato, il racconto della giornata del 28 maggio, a Torino, in cui vi è stata la conferenza di presentazione del progetto Castle e dei risultati ottenuti. Interventi della crema degli istruttori di tutta la penisola e di tre attori stranieri: lo stesso O’Connell, il referente del progetto in spagna De la Cruz e il presidente della Commissione Ecu (Unione europea scacchi) “Scacchi a scuola” Jesper Hall.

Tra gli istruttori che hanno preso la parola, Carlo Alberto Cavazzoni che ha presentato il libro “Il piccolo cavaliere degli scacchi” e del suo progetto all’interno di un castello vero; Sebastiano Paulesu che ha parlato della scacchiera ideografica; Alessandro Pompa che, oltre a citare le origini della giocomotricità ha esaltato l’universo ludico che crea con i suoi alunni attorno alla scacchiera; Roberto Messa che ha illustrato il libro “Il gioco degli scacchi” e il progetto che ne permette la diffusione nelle scuole, senza dimenticare, infine, Leo Battesti, presidente della lega corsa di scacchi, che ha parlato dello stretto legame tra insegnamento degli scacchi e pedagogia che ha permesso un’enorme quanto felice diffusione del gioco all’interno dell’isola.