Gnesi: “Venti lavoratori di Pastena senza stipendio per colpa di una legge ingiusta”

Salvaguardia degli equilibri di bilancio non fa rima con gli stipendi di venti lavoratori del Comune di Pastena. Un cavillo, un decreto che impedirebbe ai Lsu di vedersi riconosciute le mensilità spettanti. La questione è seria e controversa e il sindaco Arturo Gnesi l’ha definita in questi termini: “Pensate a cosa sarebbe successo se per sbaglio una postilla di legge avesse abolito cinque mensilità ai parlamentari. Pensate al casino che avrebbero combinato, accordi trasversali, riunioni notturne, barricate in parlamento per ripristinare un diritto acquisito.
La gente comune invece sfugge a questa regola. Nessuno interviene su questa legge  che sta danneggiando anche le famiglie di Pastena.
Ora vi spiego la faccenda che ci è stata rivelata l’estate scorsa dopo alcuni anni di tira e molla con la Regione Lazio.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 5 maggio 2014 viene pubblicata la legge n. 68 del 2.5.14 che recita “[…]al fine di prevenire l’insorgere di contenziosi a carico delle amministrazioni coinvolte, le regioni e gli enti locali, che nel periodo 2010-2013, hanno attivato, anche attraverso l’utilizzo dei propri organismi partecipati, anche superando i vincoli previsti dalla normativa vigente in materia di contenimento complessivo della spesa di personale limitatamente alla parte di spesa coperta dai finanziamenti regionali, iniziative di politica attiva del lavoro finalizzate alla creazione di soluzioni occupazionali a tempo determinato dei lavoratori di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 280, possono, limitatamente al medesimo periodo, provvedere al pagamento delle competenze retributive maturate, nel rispetto del patto di stabilità interno e nei limiti delle disponibilità finanziarie, garantendo comunque la salvaguardia degli equilibri di bilancio, senza che ciò determini l’applicazione delle sanzioni previste dalla legislazione vigente….”
[…] lavoratori di cui articolo 2 comma 1 ecc. ecc. per non dire lavoratori socialmente utili.
Ora questo decreto definito “salva Roma” emanato sotto il governo Renzi e della cui esistenza in Regione se ne sono accorti tre anni dopo in pratica blocca i trasferimenti di soldi dalla Regione Lazio al nostro comune e impedisce che 20 lavoratori del comune di Pastena siano regolarmente pagati.
Una legge pubblicata a maggio e resa retroattiva dal 1 gennaio 2014 senza tener conto che nel frattempo i lavoratori avevano regolarmente svolto il proprio servizio.
La somma che dovrebbe essere versata nelle casse del nostro comune si aggira attorno ai 200.000 euro ed è stato già emesso un decreto ingiuntivo di pagamento nei confronti della Regione Lazio e nei prossimi giorni ci sarà l’udienza in tribunale.
Abbiamo chiesto un’interrogazione parlamentare per correggere una legge ingiusta e antidemocratica, abbiamo chiesto una deroga alla legge finanziaria. Non sappiamo se la Regione Lazio si sia mossa in questa direzione né ci è giunta notizia sulle iniziative proposte dai sindacati.
Una legge siffatta va abolita perché è contraria ai diritti dei lavoratori e calpesta la stessa dignità umana”.