Gonfalone di Arpino, il Sindaco Rea puntualizza

“Sciacalli mediatici affamati di poltrone”. Renato Rea, sindaco della Citta di Arpino, non ci sta e esce allo scoperto dopo aver passato il mese di agosto a cercar di risolvere i numerosi problemi della città e non a crogiolarsi sui social come i suoi pseudo avversari politici.

”In questi giorni di grave emergenza idrica e di incendi – scrive di pugno il primo cittadino di Arpino, avv. Renato Rea – dove l’amministrazione comunale è impegnata a tutto campo per alleviare (per quanto ci è possibile e di nostra competenza) le sofferenze e i disagi dei cittadini, emergono tanti “soloni” che vengono a dirti quel che si dovrebbe fare e come gestire certe situazioni. Finchè lo dice un cittadino “è cosa buona e giusta”, ma quando certe lezioni vengono da chi ha avuto modo in passato di gestire le emergenze mi viene un senso di viva repulsione. Forse dovevamo gestire l’emergenza idrica come qualche anno fa è stata gestita l’emergenza neve? Con 500.000 (cinquecentomila) euro di debiti per le casse comunali? No, grazie dei “consigli”, ma preferisco fare diversamente”. Ultimo in ordine di informazioni mediatiche il finanziamento richiesto alla Regione Lazio per il Gonfalone 2017: “In merito alle dichiarazioni di oggi di chi non ha nemmeno titolo a parlare – conclude Rea – per conto della Pro Loco, il Comune di Arpino (come ha sempre fatto dall’inizio del mio mandato) continuerà ad anticipare il contributo regionale non appena esso verrà stanziato. Se la Regione Lazio ha deciso che quest’anno confermerà solo a settembre (e non a maggio come in passato) il contributo alle manifestazioni folkloristiche di tutta la Regione, non quindi per il solo Gonfalone, questo non dipende certo dal Comune di Arpino. Confermo al Presidente della Pro Loco l’impossibilità di fare anticipazioni di somme non ancora assegnate al Comune, perché è agendo nel modo opposto che il Comune di Arpino si è coperto di debiti. E noi non seguiamo questa strada. Confermo altresì che non lasceremo sola la Pro Loco qualora questo contributo regionale venisse malauguratamente negato, come abbiamo fatto quando si è trattato di coprire la pesante situazione debitoria del Centro Studi Umanistici “M.T.Cicerone” per l’organizzazione del Certamen Ciceronianum Arpinas, da quest’anno tornato “in bonis”. Fino alla fine del mio mandato continuerò, assieme a tutti i componenti dell’amministrazione, a gestire la cosa pubblica nell’esclusivo interesse dei cittadini di Arpino e non certo per interessi e motivazioni politiche e tantomeno personali, probabilmente sbagliando molte cose ma di certo senza dovermi vergognare di nulla. Certi soloni da tastiera, alla perenne ricerca di una poltrona ed in certi casi anche di uno strapuntino da dove poter fare i propri interessi, possono dire altrettanto?”.