Grande apertura al Teatro comunale di Veroli con lo spettacolo “Leopardi, il Poeta del dolce Infinito” di Diana Iaconetti

Pronti, sipario, azione. Domenica 27 ottobre alle ore 18.00 si aprirà ufficialmente la stagione teatrale del Teatro Comunale di Veroli. In scena una strepitosa Diana Iaconetti, attrice e regista, con uno spettacolo dedicato a Giacomo Leopardi per i 200 anni dalla stesura del suo capolavoro “L’Infinito”.

“Leopardi, il Poeta del dolce Infinito”, questo il titolo, è’ una storia che non descrive ma accade, una storia breve, anzi brevissima, come le vite che si accendono e si spengono rapidamente, e non hanno nemmeno il tempo di brillare per davvero nel buio in cui sono immerse. E’ una storia di inverni che si susseguono con la caparbietà cieca dei tuoni, dell’’erba che si tesse di minuscole particelle di ghiaccio, di mattine d’estate che hanno il colore luminoso del ferro rovente, di domeniche pomeriggio nell’ombra di piante silenziose, di cieli cupi e scuri che annunciano pioggia e dei lampi che si disegnano all’orizzonte e raccontano di tempeste lontane e vite dissolte nella furia del vento. Di pugni chiusi, di sedie abbandonate rivolte verso la pioggia, di pianto, di gocce contate fino a duecento, di mani che tremano, di pervicace resistenza e di corpi fragili esposti alla furia del destino. E’ una storia breve, anzi brevissima, dove si racconta dell’infinita illusione con la quale anime labili dalle dita sottili e dal petto affannato, scavano con lo sguardo oltre quel colle per cercare e, infine, trovare il luogo a cui conduce la strada che hanno percorso vagando, lungamente, senza meta. E’ una storia breve, anzi brevissima, che racconta la quieta rassegnazione e le notti brevi che separano lunghi giorni pallidi di silenzio e muti di emozione. E’ infinitamente breve quanto infinitamente grande. Di seguito la presentazione ufficiale: “ In Diana Iaconetti, donna e attrice l’arte e la vita convivono strette in un nodo indissolubile e a questa convivenza che via via negli anni l’assorbe e l’entusiasma, la Iaconetti si dedica con febbrile impegno e determinazione. Infatti, nel tempo il suo amore per il teatro, in particolare quello civile, non resta uguale ma cresce e si dirama in ogni fibra del suo essere fino a diventare vocazione e sacrificio. Il teatro e la vita in Diana Iaconetti hanno lo stesso passo, camminano, anzi viaggiano insieme attraversando, entrando nei gesti, nelle espressioni, nei sentimenti di quella umanità precaria e fragile portatrice di disabilità nell’anima e nella carne. Nella Iaconetti il teatro e la vita diventano compagne e testimoni soprattutto di quell’universo femminile dilaniato dal possesso degli uomini, di quell’universo di donne ribelli che in certi contesti pagano a caro prezzo la loro disobbedienza. Il ritratto di Diana Iaconetti è dunque quello di un’Artemide consapevole e lucida, talvolta anche feroce nelle sue sfide. Nel Recital LEOPARDI il poeta del “dolce” Infinito avviene invece una trasformazione: l’attrice si sveste dal furor indossato nei suoi monologhi civili ed approda nel mondo intangibile della poesia cucendosi addosso la dolente malinconia ed il sentire di Giacomo Leopardi. Diana si immerge estasiata nei versi del poeta caricandosi della loro energia e della loro inquietudine conscia di interpretarne la bellezza diventata immortale. Il Recital, oltre all’interpretazione di alcuni celebri Canti Leopardiani come L’infinito, A Silvia e al brano Il Giardino della sofferenza tratto dallo Zibaldone, racchiude momenti unici ed intensi per i testi che la poetessa e scrittrice Nuccia Martire ha dedicato al poeta di Recanati ispiratore della sua scrittura fin dalla giovinezza. La Martire, durante una breve sosta a Recanati, instaura un dialogo lirico ed intimo con il poeta a cui da forma prima in una lettera densa di riflessioni e di rimandi all’opera leopardiana, in seguito ai Pensieri Ludici che espressi da una voce fuori campo, quella di Fabio Di Biagio, sono metafora di un percorso di memoria e connessione spirituale ed affettiva con Giacomo Leopardi. Per ultima, ma non meno toccante è la versione dell’Infinito in vernacolo calabrese che la Martire offre a suggello di quel senso del limite e dello smarrimento che si compenetra in quello del poeta. Il Recital si pregia tra l’altro della presenza e grande competenza del Professor Amedeo Di Sora, poeta, attore e regista che intratterrà il pubblico sulla figura del poeta di Recanati e sulla tematica dell’Infinito, canto di cui ricorre quest’anno il Bicentenario della sua stesura. Presenterà lo spettacolo la Dottoressa Maria Lo Moro Presidente dell’Associazione NonSoloChiaraOnlus”. Grande inizio, strepitosa apertura di stagione. Uno spettacolo da vivere per trovare per caso qualcosa che si era cercata a lungo e invano.

Monia Lauroni