Il vescovo Luigi Vari alle Grotte di Pastena

Nel percorso diocesano ideato per incontrare le comunità locali e per proporre una lettura attuale delle pagine bibliche, il vescovo Luigi Vari ha fatto tappa alle Grotte di Pastena.
Senza la solennità delle grandi occasioni, senza le autorità in prima fila, senza la pretesa di essere attorniato da una folla osannante, il vescovo ha voluto ascoltare la gente e proporre una testimonianza di fede sul significato che il fuoco ha nella tradizione cristiana.
Segno della presenza di Dio nella storia dell’uomo, l’infinito che si materializza nella quotidianità umana, momento di conversione e di cambiamento.
Dal punto di vista laico rappresenta il punto di svolta e di progresso della civiltà antica, la difesa dagli animali selvatici, l’inizio della lavorazione del ferro, la cottura dei cibi.
L’uomo è il fuoco, anche nella versione distruttiva della guerra o nei disastri ambientali degli incendi estivi.
L’uomo è il fuoco, la passione e l’amore, la tensione ideale per affermare i diritti e lottare contro i soprusi e le ingiustizie.
Anche la simbologia per l’impegno politico è suggestivo ovvero accendere la scintilla per far uscire il paese dal buio e dalla stagnazione.
Il buio della rassegnazione e del disimpegno che vengono sostituiti dalla volontà di mettere al servizio del prossimo le proprie forze e le proprie energie.
Il fuoco che illumina nuovi traguardi e nuovi orizzonti e questa è la sfida lanciata da un vescovo che invita la gente a rendere la fede non solo una fredda esposizione del passato ma una affascinante emozione del presente.