Incendi e altri disastri, venti giorni di isolamento per i cittadini di Pastena

“Siamo ancora nel pieno di una stagione estiva che oltre i ritmi delle danze salentine e il suono della musica rock fa sentire tutto il suo peso di problemi atavici e irrisolti”, il sindaco di Pastena Arturo Gnesi non usa mezzi termini e analizza il ‘piccolo mondo’ della provincia di Frosinone alla luce dei fatti.

“Gli incendi dolosi per i quali non ci sono uomini e mezzi per seguire quei pochi indizi che potrebbero incastrare i colpevoli, i danni alle infrastrutture che resteranno per anni a testimoniare l’imbecillità degli uomini e la follia dei suoi gesti sconsiderati. Un territorio che rischia di essere un pericolo per l’incolumità delle persone e di trasformarsi da arcano e suggestivo ispiratore di rime poetiche a distruttore della vita umana. La rabbia e l’indignazione  si scontrano con anni di immobilismo e di speculazioni che hanno portato alla rovina dei giorni nostri.
Oltre venti giorni per la riparazione di una rete telefonica distrutta dall’incendio che ha compromesso la vita quotidiana di molte famiglie, isolandole dal resto del mondo e per gli anziani l’insorgere di un timore occulto per non poter chiedere aiuto in caso di bisogno.
Una settimana per scovare, seppure in condizioni climatiche avverse e su sentieri  montuosi accidentati  e impraticabili, una perdita di acqua che ha messo in ginocchio tutto il paese.
Attività ricettive bloccate per i guasti sulla telefonia mobile e fissa, prenotazioni saltate, clienti persi e incassi svaniti.
Ristoratori colti di sorpresa dalla mancanza di acqua e costretti a limitare l’accesso ai servizi igienici o a raccomandare ai clienti di non sciupare l’acqua, famiglie intere di turisti che hanno dovuto fare i bagagli e andare via per mancanza di acqua e di rete telefonica.
Un vero disastro che azzera tutti gli sforzi compiuti per dare risalto al nostro paese e per creare attrazioni culturali ed eventi musicali in grado di elevare il numero di turisti del nostro paese.
Alla fine è tutto vano perché non siamo il sud, ma peggio, paghiamo oggi per non aver compiuto nel recente passato opere pubbliche adeguate e senza aver creato un servizio in grado di esercitare seri controlli e una manutenzione efficace sulla rete idrica  che sta mostrando tutta la sua inadeguatezza, vetustà ed usura.
Un incendio blocca il paese per 20 giorni e una perdita di acqua butta nel caos tutta la rete economica di Pastena.
Qualcosa non funziona e va al più presto trovata una soluzione, prima fra tutti uno straordinario investimento per il recupero e ammodernamento di tutta la rete idrica.
Nemmeno gli amministratori locali possono tirarsi indietro anzi a partire dalla lezione di questi giorni dovranno darsi delle priorità per garantire una qualità della vita decorosa, puntando sull’abbattimento degli sprechi delle risorse pubbliche e sul monitoraggio del pagamento dei tributi per recuperare quella fascia di evasione e di elusione che arreca danno all’intera comunità.
Per gli incendi penso che ci siano bande criminali che operano inseguendo un piano prestabilito teso a mettere sotto ricatto il mondo economico e produttivo dell’entroterra e a far capitolare le amministrazioni innovative e dinamiche che fanno della democrazia l’arma vincente della politica.
Se ad un sindaco – sottolinea Gnesi – bruciano una macchina diventa un eroe se gli bruciano il paese diventa un incapace.
Questo è sud, anzi peggio”.