Ius soli, Tarallo: “Diritti legittimi per una società più giusta”

Il dibattito scaturito dal disegno di legge sullo ‘ius soli’ si anima di nuove voci.

L’esponente Cassinate dell’Asia-USB, Rino Tarallo, sulla questione ha opinioni forti condivise con chi dovrebbe beneficiare della proposta di legge attualmente in discussione in parlamento.

“Non ci sfugge l’ipocrisia del Pd renziano, che in un tentativo disperato di “raccattare” voti a sinistra propone, solo ora, lo usi soli, dopo aver scientemente distrutto i diritti dei lavoratori ed aver varato leggi autoritarie come i decreti Lupi-Renzi e il decreto Minniti. Detto questo la legge non solo è giusta ma doverosa nonostante le discriminazioni che questo disposto non elimina del tutto. Le esternazioni che giungono dai soliti di destra non stupiscono in un paese, il nostro, che ha perso il senso collettivo della solidarietà. I giovani fascisti in giacca e cravatta fingono di non vedere quello che è sotto gli occhi di tutti, fingono di non sapere che sono proprio le loro, tanto amate, multinazionali a gioire nel ritrovarsi mano d’opera a costi bassissimi, con lavoratori sfruttati e privi di diritti. Ho avuto l’onore di conoscere la moglie e i 5 figli di Abd Elsalam, nostro compagno, ucciso da 1 padroncino che ha preferito il profitto alla vita di uomo che,  godeva dei propri diritti  ma non si rassegnava a vedere gli stessi diritti negati ai suoi compagni. Quei 5 ragazzi rimasti orfani sono già italiani con buona pace di casapound e fascisti vari. Lo scopo ultimo delle destre xenofobe resta il perpretare una illogica guerra tra poveri fingendo di ergersi a paladini di una presunta italianità. Concetti che, complici il pensiero unico neo liberista, i media di regime e i politicanti da strapazzo come Salvini fanno proseliti nel sottobosco culturale del popolino. Per noi gli ultimi, gli sfruttati, i poveri restano il nostro punto di riferimento indipendentemente dal luogo di nascita (cosa che nessun essere umano può scegliere o si merita).  Un consiglio a chi parla tanto per farlo: si legga un po’ di storia del secolo scorso e così capirà ad esempio chi è e come nell’autunno caldo del 69 scatenò lotte che portarono diritti, salario e  lo statuto dei lavoratori. Così scoprirà che furono proprio gli odiati terroni a dare dignità a chi non l’aveva mai avuta”.