La strage di Ciaculli è una ferita lunga cinquantaquattro anni che non possiamo dimenticare

Il consigliere regionale Marino Fardelli ha preso parte alla cerimonia di commemorazione che in Sicilia ha ricordato le sette vittime di quella che fu definita “la prima strage di mafia” e nella quale morì suo zio, il giovane Carabiniere Marino Fardelli.

Era il 30 giugno 1963 quando nella zona di Ciaculli un’Alfa Giulietta, imbottita di tritolo e parcheggiata nei pressi dell’abitazione di un parente del boss mafioso Salvatore Greco, esplose provocando la morte di sette tra carabinieri, poliziotti ed artificieri dell’esercito, uno dei fatti più salienti che caratterizzò la prima guerra di mafia.

“Non bisogna mai dimenticare il sacrificio di coloro che hanno combattuto con coraggio contro la criminalità organizzata – ha affermato il consigliere Fardelli – Oggi è l’occasione per ricordare tutti gli eroi che hanno combattuto con coraggio contro le mafie. Qui a Ciaculli, ogni anno, la commemorazione assume un significato importante perché da qui lo Stato rinnova con decisione la lotta alle aggressioni mafiose”.

Nelle scorso settimane, lo stesso consigliere Fardelli era intervenuto sui delitti di mafia con una lettera indirizzata al Presidenti Mattarella e Grasso, nella quale scriveva che “nessuna condanna diretta è mai arrivata per la Strage di Ciaculli, ma esiste una certezza: la mafia ha ancora un capo che non si è mai pentito e il capo è Totò Riina.

Uno Stato non può perdonare, né tantomeno dimenticare, figuriamoci noi mortali che ci affanniamo da giorni a dibattere sul caso della “morte dignitosa” che ci ha divisi, indignati, riscoperti garantisti o giudici impietosi. Nulla di tutto questo.

Ci siamo riscoperti semplicemente feriti, lacerati da una mafia che ha da sempre attentato a tutte le nostre certezze e offesi”. E oggi da Ciaculli, dove partecipa con grande commozione alla commemorazione, il pensiero di Fardelli va alle nuove generazioni “alle quali dobbiamo trasmettere il ricordo di coloro che hanno sacrificato la loro vita a difesa della legalità.

Dobbiamo dire grazie anche a chi lavora ogni giorno con dedizione, a tutte le forze dell’ordine” ha concluso il consigliere regionale Marino Fardelli da Ciaculli.