L’ateneo che ‘coccola’ i suoi studenti e non si tira indietro davanti alle sfide

Il rettore Giovanni Betta

L’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale è ormai una istituzione consolidata e un punto di riferimento per tanti ragazzi che vogliono tentare di darsi una chance in più.

Il punto di forza di Unicas è proprio quella capacità di ‘coccolare’ i suoi studenti offrendo loro opportunità formative d’eccellenza e forme di sostegno allo studio.

L’ateneo affronta questo 2017 con qualche difficoltà legata al buco milionario prodotto dal mancato versamento dei contributi all’Inps.

Quaranta milioni in meno che peseranno sulle attività, ma non peseranno sugli studenti.

Almeno questa è la promessa del rettore Giovanni Betta che ricopre il suo ruolo con quel particolare modo di fare che lo caratterizza, senza pulpiti, senza ermellini, ma con semplicità e tenendo la porta sempre aperta.

Dà la sensazione di conoscere uno per uno gli 8 mila studenti che compongono il variegato mondo dell’Unicas.

A loro si rivolge e a loro pensa anche quando parla del legame tra la città e l’ateneo.

Uno degli obiettivi in cantiere è quello di potenziare le postazioni wifi nel centro urbano per dare la possibilità agli studenti di utilizzare sempre e ovunque la rete dell’ateneo.

L’area della Folcara somiglia sempre di più ad un moderno campus universitario e la costruzione delle nuove strutture per il dipartimento di studi umanistici è ormai a buon punto.

Certo quel buco da 40 milioni pesa e peserà nel tempo, mettendo a rischio anche la celebrazione dei primi 40 anni di Unicas che avverrà tra due anni.

Il rettore è all’opera per far quadrare i conti e per dare una spinta in più a quell’istituzione che è diventata un punto di riferimento e una sfida vinta per un territorio a vocazione rurale, prima, e industriale, poi.

E, forse, il momento di difficoltà può essere un’occasione anche per valorizzare il patrimonio culturale e architettonico dell’università come il castello di Gaeta o come quel piccolo gioiello archeologico, il Ninfeo Ponari, lasciato in eredità all’Università.

Di questo e di molto altro abbiamo parlato con il rettore Giovanni Betta in questa video intervista per “Reflex”.