Un globetrotter in Laziodisu, la storia di Marco Di Vossoli con gli studenti argentini vittime della crisi

C’è ancora qualcuno che per senso di appartenenza al territorio si impegna al massimo per pubblicizzarlo. Quando il diritto allo studio diventa una vocazione extra professionale ed una mission che ti porta a girare il mondo a tue spese ed a sviluppare un interesse per gli italiani in Argentina dando anche man forte a studenti in difficoltà dopo il crack dei Tango bond.
Marco Di Vossoli ha fatto del suo lavoro presso gli uffici Laziodisu, attuale Di.s.co., una sorta di “occasione” invece che per scalare i picchi della carriera, per declinare le diverse ed appaganti sfumature di una soddisfazione tutta etica nell’interagire con gli studenti di diversi paesi e nel raggiungere con essi obiettivi comuni legati ai servizi universitari.
Determinato, quasi maniacale nella pianificazione di questo suo viaggio – interiore e squisitamente geografico – ha avviato già da anni ormai una serie di iniziative in proprio per amplificare quello che le aziende per il diritto allo studio laziali si prefiggono come scopo istituzionale all’insegna della multiculturalità. La vocazione del globe trotter ed una innata curiosità, una sete quasi inestinguibile di conoscenza delle culture straniere, hanno funto in un certo senso sia da chiave di lettura di quello che il giovane impiegato ha deciso di fare che da presupposto per farlo bene una volta maturata la decisione di lanciarsi.
Qualche mese fa, Di Vossoli ha curato meticolosamente presentazioni del sistema universitario italiano, illustrando i vari atenei Laziali e dedicando maggiori attenzioni alla presentazione dell’Università di Cassino e dei corsi da essa offerti, senza tralasciare i vari benefici erogati da Laziodisu. In questo contesto si è inserita l’iniziativa, a favore degli studenti ghanesi . Attenzione: Di Vossoli questi benefici non li ha illustrati in una asettica aula cassinate o su un’algida pagina di word; li ha illustrati in Ghana esponendo in inglese tutto il plafond dell’offerta di servizi Laziodisu.
Invitato da associazioni del territorio africano, ha tenuto conferenze in territorio d’Africa, oltre ad essere ospitato in numerose radio locali. Poco dopo Di Vossoli ha bissato a più di ottomila chilometri di distanza, in India. Armato di entusiasmo, motivatissimo e sempre autofinanziato, con l’inizio dell’anno Marco era in India ad operare per le stesse finalità che lo avevano visto impegnarsi allo stremo in Africa, effettuando conferenze davanti a diversi studenti indiani e presentazioni con interviste in Tv locali e più genericamente con i media specializzati.
Grazie ai forti legami con le varie associazioni italiane presenti in Argentina , Di Vossoli si è distinto come mediatore in rapporti internazionali fra l’università di Cassino e ben due atenei pubblici argentini, con i quali Uniclam ha poi stipulato convenzioni internazionali. E come se l’India non bastasse Marco sta per raggiungere, a 12mila chilometri, una terra che con l’Italia, il Lazio ed il Cassinate in particolare ha radici profondissime ed infinite motivazioni per scoprire occasioni di studio.
In Argentina Di Vossoli continuerà la sua mission, illustrando stavolta in lingua spagnola i benefici erogati dall’ente per il quale lavora. Ha in cantiere una ricerca su seconde e terze generazioni di italiani residenti nel paese sud americano che abbiano ancora legami con l’Italia. Tutto questo, Marco lo ha fatto e continuerà a fare – utile sottolinearlo – gratis ed impegnato in una perenne lotta donchisciottesca contro le lungaggini di una burocrazia che ha talmente tanto permeato alcuni ambienti da divenire essa stessa un modello pubblicistico in negativo difficilmente scalzabile. Troppe le volte in cui ha dovuto ascoltare dei laconici quanti inutili “Ma chi te lo fa fare?”. Non ha mai ascoltato queste sirene in negativo, che parevano insinuare quasi che il giovane pontecorvese avesse un suo (inesistente) tornaconto. La riprova sta nel fatto che, durante le produttive peregrinazioni di Marco in giro per il mondo, non sono stati pochi – singoli, istituzioni ed associazioni – a stupirsi del fatto che quelle iniziative il giovane laureato con un master in relazioni internazionali le stava attuando senza alcuna forma di remunerazione.
Quello che ha mosso Di Vossoli, prossimo a pubblicare uno studio sull’emigrazione laziale, è difficile da inquadrare se non si ragiona in un’ottica di puro servizio; un senso di appartenenza ad una comunità mondiale in cui lo studio sia viatico di crescita, personale e collettiva, pare essere l’unico modo di interpretare le azioni del giovane pontecorvese. Il suo forte senso etico lo ha reso, in diverse circostanze, protagonista involontario ma deciso di azioni encomiabili: dal volontariato in una scuola in Malesia con bambini diversamente abili a quando si adoperò in maniera totale per studenti in grave difficoltà economica dopo gli effetti sull’economia argentina della crisi innescata dai Tango Bond. Lavorando a contatto con essi in progetti regionali aveva avuto infatti occasione di conoscere specifiche situazioni e di lavorare su di esse.
Marco ha fatto molti viaggi in regime di aspettativa non retribuita, migliorandosi per il semplice fatto di aver deciso di investire letteralmente su se stesso e sul suo forte senso di appartenenza ad un territorio delle cui bellezze fare pignola propaganda e creando anche un benefico effetto collaterale per cui, grazie alle sue presentazioni, nome, funzioni e finalità di Laziodisu hanno potuto contare e conteranno su una visibilità amplificata ed una risonanza maggiore, specie in un periodo storico in cui pare esistere una lettura unidirezionale della questione, con l’immigrazione come caso politico che prevale concettualmente sull’emigrazione come fenomeno sociale e culturale.