L’avvocato Gianrico Ranaldi si presenta agli elettori

Gianrico Ranaldi, avvocato e professore all’Università di Cassino, ha dimostrato di essere pronto a raccogliere la sfida per le elezioni del 4 marzo come candidato per il centro-sinistra, nel collegio uninominale Sora-Cassino della Camera dei Deputati.

Di fronte alla folta platea ha spiegato: “E’ una ragione civica, quella che mi ha spinto. Il mio è un civismo riformista che cerca di dare un segnale: questo è il tempo dell’impegno, dell’orgoglio, della ragionevolezza e del coraggio. Il prossimo Parlamento sarà chiamato ad adottare decisioni che avranno incidenza generale e ripercussioni territoriali.  Non si può pensare a una prospettiva per questo territorio se non inserita in processi di sviluppo generale. C’è un problema di “rimappatura” delle aree in crisi di questo Paese, c’è bisogno indifferibile di nuove infrastrutture. In questo collegio, nei suoi 58 comuni, ci sono peculiarità proprie. E’ il collegio con Cassino capoluogo, ma con tante zone altrettanto importanti: si pensi al territorio del Sorano, alla zona di Ceprano, a quella dell’intera valle del Liri, e alla zona Monticiana. Qui ci sono circa 250 mila abitanti, con i quali, in questa campagna elettorale, cercheremo di condividere alcune idee innovative su lavoro, ambiente, trasporti, sanità, turismo, scuola, università, sicurezza”.

Ranaldi ha fatto leva sulla storia di una certa cultura di sinistra riformista: “E’ l’orgoglio di appartenenza ad un filone politico e culturale. Questo è stato il collegio elettorale di Giuliano Vassalli, partigiano, socialista, riformista, e che è stato uno dei più autorevoli ministri della Giustizia dell’Italia repubblicana e presidente emerito della Corte costituzionale. E’ anche un orgoglio di appartenenza a questo territorio, e mi auguro che il nostro impegno possa suscitare un ripensamento in molti di quelli che vorrebbero rifugiarsi nell’astensione o votare movimenti populisti”.

In apertura di campagna elettorale è intervenuto sulle crisi del lavoro: “La coalizione di centro-destra vive in una contraddizione perpetua. Il leader della Lega, ad esempio, è venuto anche qui, a Roccasecca, a strumentalizzare la dolorosa vicenda dell’Ideal Standard che nelle prossime ore – grazie all’impegno del Governo, in particolare del ministro Calenda, della Regione guidata da Nicola Zingaretti e dei sindacati – potrebbe finalmente risolversi in modo positivo, con soluzioni che debbono rispettare i diritti dei lavoratori”. Non è mancato uno sguardo all’attualità: “La sparatoria a Macerata di un neonazista, ex candidato nella Lega Nord, ha tragicamente riproposto il problema della sicurezza.  E’ certo reale, sentito dalla gente, anche in questo nostro territorio di confine con aree in cui la criminalità organizzata tende a sostituirsi allo Stato. Ma è anche vero che – nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, alle quali va il nostro ringraziamento – se lo Stato non si attrezza per far rispettare le regole, da tutti, prevalgono spinte che vengono utilizzate come alibi da tutti quelli che non hanno interesse a rispettare le regole: e ciò vale per la criminalità, ma anche per l’abusivismo edilizio, commerciale, ambientale. E allora sul rispetto delle regole, e sullo stesso tema della sicurezza, anche noi del centro-sinistra dobbiamo fare di più, proprio per non lasciare alla destra estrema ogni speculazione.  Non a caso, l’impegno e i provvedimenti del governo Gentiloni e, in particolare del ministro Minniti, stanno dimostrando che si può coniugare sicurezza e democrazia, nel rispetto appunto – come ha detto autorevolmente Papa Francesco – delle regole, da parte di tutti: di chi è nato e vive in questo paese, ma anche di chi vi viene accolto. Se i fenomeni sociali non vengono governati in tempo, è poi più difficile intervenire. Qui l’obiettivo è l’Italia: c’è il rischio di rimetterla in mano a quelli che vanno a fare conferenze in Europa e poi ad Arcore fanno accordi con quelli delle felpe, che dicono “andiamo con le ruspe”, e si proclamano “patrioti”… Noi siamo i veri patrioti, orgogliosamente italiani ed europei. E lo siamo ancor più noi del Cassinate che – nelle oltre 40 mila tombe dei cimiteri militari delle nostre zone – vediamo ogni giorno le ragioni di una sempre maggiore e più efficiente unità europea, che ci ha garantito più di 70 anni di pace”.