Il Lazio come l’Austria, la rivincita dell’estrema destra e dei nazionalisti

In questi giorni tutti parlano di chi vincerà le elezioni regionali,  se il presidente Zingaretti otterrà la riconferma, oppure se ci sarà una rimonta del centrodestra, se i Cinque Stelle faranno il colpo tanto atteso dai pentastellati e potranno sedere alla guida della Regione, ma nessuno sta parlando di cosa sta succedendo a destra di tutti loro.

La tornata elettorale che ci attende non sarà priva di sorpresa e rivincite. La destra, quella nazionalista potrebbe raggiungere risultati inaspettati, infatti oltre al sindaco di Amatrice che con il suo scarpone porta un po’ di aria di quella destra del popolo e non solo, troviamo anche CasaPound che potrebbe raggiungere anche la soglia del 4,5% come alcuni sondaggisti hanno detto nei giorni scorsi (fino a quando era consentito effettuare i sondaggi) e questo potrebbe far porre molte domande ai partiti di una destra ormai ‘annacquata’, come Fratelli d’Italia. E’ tra gli scontenti dell’eredità della destra sociale che si notano le ‘migrazioni’ verso la nuova Lega di Salvini, che ormai ha eliminato da tempo la parola nord e cavalcato valori dei nostalgici di quel movimento sociale che fu, padre di tutti gli attuali partiti e partitini della compagine di destra.

In questo scenario CasaPound si costruisce una identità riconoscibile con un linguaggio che fa breccia nel cuore e nelle nostalgie di tutti quegli scontenti che, negli ultimi anni, avevano votato a Cinque Stelle con il solo scopo di dare un segno tangibile attraverso il voto di protesta in assenza di un partito rappresentativo a destra, abbastanza a destra.

Forse in questa tornata elettorale anche in Italia potrà accadere come successo in altri paesi europei che l’estrema destra o i partiti nazionalisti diventino partiti di governo, infatti la soglia delle sbarramento alle politiche non sembra così irraggiungibile per la tartaruga frecciata.

Il successo di consensi che sta ottenendo Casapound ricorda un po quello successo con i 5 stelle nel febbraio 2013 prima dell’ingresso in pompa magna in parlamento.

Pasquino